Il Castello di Tintangel, dove sarebbe nato e cresciuto il leggendario Re Artù

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Il Castello di Tintangel, dove sarebbe nato e cresciuto il leggendario Re Artù

Castello di Tintangel

La storia

Il Castello di Tintangel (“forte della costrizione”) è una fortezza medievale in rovina dal 1483 – quando molte sue parti sarebbero chissà come cadute in mare –, situata nell’omonima cittadina britannica a Nord della Cornovaglia, nell’Inghilterra sud-occidentale. Rimane intatta sola cappella, all’epoca ancora utilizzata. Sembra che la costruzione dell’edificio sia stata iniziata nel 1131 con il Conte Reginaldo di Cornovaglia, ma più probabilmente avvenne tra il 1227 e il 1240 per ordine del Conte Riccardo, secondogenito di Giovanni Senza Terra e quindi nipote per via paterna di Riccardo I Cuor di Leone e fratello minore di Enrico III d’Inghilterra.

In questo luogo, nel XIX secolo, vi furono alcuni ritrovamenti archeologici che fecero di quanto rimaneva del castello un’amata meta turistica e anche in seguito, negli Anni Trenta del XX secolo, venne portato all’alla luce un insediamento del tardo periodo romano.

La leggenda

Il Castello di Tintangel è soprattutto uno dei luoghi più famosi della leggenda di Re Artù, poiché quest’ultimo sarebbe nato e vissuto proprio qui, educato da Mago Merlino.

Insomma, il Castello di Tintangel sarebbe stata la sede del famoso Regno di Camelot. La vicenda di Artù venne narrata nel XII secolo Goffredo (Geoffrey) di Monmouth nella sua Historia Regum Britanniae (Storia dei Re di Britannia), opera che può essere considerata il primo best-seller della letteratura britannica. Racconta che Merlino trasformò il sovrano di Britannia, Uther Pendragon, nel Duca di Gorlois di Cornovaglia, che si unì poi a sua moglie, la Regina Ygerna, concependo Artù, anche se le ipotesi su quale fosse il “vero” castello in cui ciò sarebbe accaduto, sono successive all’opera. Inoltre la costruzione dell’edificio sarebbe stata posteriore. Piuttosto sarebbe avvenuta proprio su quel promontorio sull’Oceano Atlantico, sebbene non fosse il luogo strategicamente più idoneo, poiché secondo la leggenda molto tempo prima vi sarebbe sorto il castello natale di Re Artù. Nel giugno del 1998 furono effettuati altri scavi archeologici e fecero emergere una lastra, chiamata Pietra di Artognou, risalente al VI secolo: essa recava la scritta in latino “Pater Coli avi fecit Artognov”, traducibile con “Costruito da Artognou, padre di un discendente di Coll”.

“Artognou” sarebbe un nome riconducibile a quello di Artù e Coll sarebbe stato un discendente del sovrano.

Opere ispirate al castello

Il castello, con le sua storia e le sue suggestioni, oltre che al cosiddetto Ciclo bretone o Ciclo arturiano, è legato all’opera letteraria La follia di Tristano, scritta da un autore medievale rimasto anonimo secondo cui l’edificio venne costruito dai mitologici Giganti, i quali vi sparivano all’interno due volte all’anno, a metà estate e a metà inverno. Questo luogo ispirò anche un poema sinfonico, scritto nel 1917 dal compositore britannico Sir Arnold Bax (1883-1953).

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Castello di Tintangel
Veduta panoramica del castello
Immagine di Re Artù
Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda
Una copertina di "Storia dei Re di Britannia" di Geoffrey Monmouth
Pietra di Artognou

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