“Chico & Rita”: New York, Cuba e il jazz che le unisce

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“Chico & Rita”: New York, Cuba e il jazz che le unisce

Riusciranno i distributori italiani a portare nelle sale una pellicola così interessante?! Ai posteri l’ardua sentenza, purché siano vicini e si sbrighino a fare qualcosa.

‘Chico & Rita’ è un film d’animazione del 2010, con la regia di Fernando Trueba e Javier Mariscal coadiuvati da Tono Errando. Parla dell’amore nato a Cuba tra un pianista jazz e una cantante dalla voce inquieta e dolcissima e di tutta quella temperie che, in anni come il 1948, esisteva nel fondersi della cultura musicale afroamericana con quella cubana. Con i risultati mirabili (o commerciali, in qualche caso) che sono ancora oggi palesi a tutti i fruitori di musica. (Nelle foto Javier Mariscal).

E’ un esperimento culturale magnifico, realizzato con la tecnica della rotoscopia, ossia un’animazione che parta da un filmato con persone reali, in questo specifico caso interpretato dagli attori Lenny Mandel e Limara Meneses. Nel trailer (lo potete vedere qui: http://youtu.be/mSluefMjc0o) sono inoltre specificati tutti i grandi nomi del jazz a cui il film si ispira: Dizzy Gillespie in primis, ed è fantastica la scena (veritiera, peraltro) dove viene ucciso il musicista Chano Pozo, con in sottofondo ‘Manteca’, ossia un brano scritto da entrambi e reso famosissimo negli anni proprio dal grandissimo trombettista.

Ma un omaggio è doveroso anche per Thelonious Monk, per la musica di Cole Porter e naturalmente per quella del musicista cubano Bebo Valdés, con quella sua biografia piena di collaborazioni raffinate oscillanti tra Perez Prado e Nat King Cole, e nel mezzo le session di jazz.

Di Fernando Trueba è famoso anche Calle 54, un documentario davvero strabiliante intorno al Latin Jazz. Neanche a dirlo, senza alcuna forma di promozione in Italia…

Vogliamo fare qualcosa? Non ho mai sopportato chi nasconde dietro a un fatto culturale la propria insipienza, e così finge di gridare allo scandalo per cine-panettoni, fratelli maggiorati e isole affamanti. Ben vengano quelli – per chi li vuole – ma ben venga anche tutto il resto.

Senza supponenza, solo in onore di qualcosa chiamato Bellezza.

Lorenza Cattadori

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