Il Codex Purpureus Rossaniensis torna a Rossano

Il Codex Purpureus Rossaniensis verrà riportato nella Diocesi di Rossano

Cultura

Il Codex Purpureus Rossaniensis verrà riportato nella Diocesi di Rossano

Codex Purpureus Rossaniensis

Il Codex Purpureus Rossaniensis, dopo esseres stato riconosciuto nell’ottobre del 2015 patrimonio dell’Umanità, tornerà alla diocesi di Rossano-Cariati.

Considerato da poco tempo patrimonio dell’Unesco, il Codex Purpureus Rossaniensis, l’Evangelario bizantino, è in procinto di fare ritorno alla Diocesi di Rossano-Cariati. Dopo il restauro effettuato da sapienti mani, il prezioso codice verrà riportato nella cattedrale dove venne ritrovato nel 1789.

Il Codex Purpureus Rossaniensis, chiamato così in base al luogo di ritrovamento e al colore rossastro delle sue pagine, verrà sistemato in una apposita teca climatizzata dove verrà tenuto sotto controllo continuativamente. Le sale del museo che lo accoglieranno a partire dal 2 luglio, sono già state doviziosamente rinnovate e arricchite da un allestimento multimediale. Gli esperti hanno ritenuto l’evangelario un vero e proprio documento di straordinario interesse culturale, religioso e artistico.

Il Codex rappresenta un Evangelario greco miniato che riporta il contenuto del Vangelo redatto dall’evangelista Matteo e una parte della vita di Cristo narrata da Marco.

In esso è anche contenuta una lettera di Eusebio e Copiano che parla proprio della concordanza dei Vangeli. Al momento, tuttavia, il contenuto appare ancora mutilo di oltre la metà dei fogli contenuti originariamente.

Infatti solo 188 fogli di pergamena lavorata sono stati conservati integri, mentre altri 220 sono andati perduti. Il contenuto è redatto in maiuscola biblica o greca onciale con i termini in scriptio continua (cioè con le parole non separate l’una dall’altra) senza accenti o segni di interpunzione. Nel Codex Purpureus Rossaniensis sono conservate perfettamente 14 minuature, delle quali ben 12 raffigurano episodi del Vangelo che rappresentano i miracoli di Cristo e le principali vicende tratte dal Vangelo. Uno degli episodi fondamentali riproduce il Canone della concordanza degli evangelisti, mentre l’ultima raffigura l’evangelista Marco. Sono presenti anche raffigurazioni di Ponzio Pilato.

Il Codex è stato riconosciuto patrimonio dell’Umanità nell’ottobre del 2015. Il prezioso evangelario venne ritrovato nel 1879 all’interno della sacrestia della Cattedrale di Maria Santissima Achiropita di Rossano.

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