Napoli. Al Teatro SanCarluccio, Riccardo III da Shakespeare di e con Oscar De Summa

Cultura

Napoli. Al Teatro SanCarluccio, Riccardo III da Shakespeare di e con Oscar De Summa

Grottesco come Ubu, riflessivo come Amleto, astuto come Jago, rivoluzionario come Danton…Riccardo III non è niente in sé, e proprio per questo può diventare tutto, adattarsi alle forme, cambiare aspetto e modi, per essere esattamente ciò che serve, ciò che è necessario per conquistare il potere, per poterlo mantenere. Ma il potere per Riccardo non è una definizione astratta, un concetto, un simbolo. No! Per Riccardo è una cosa precisa, che si può prendere in mano, mettere sulla testa, ha un peso, una forma: è la corona. E lui la cerca, la chiede, la desidera, la supplica, “… quella corona di oro massiccio, intarsiata dai maestri orafi d’Inghilterra, con le pietre più preziose mai conosciute…”. Riccardo non desidera nient’altro. E come tutti quelli che hanno delle certezze… procede, come tutti quelli che hanno degli obiettivi… procede. Mette in moto il Grande Meccanismo della Storia, la Macchina Micidiale della Storia, convinto di poterla dominare fino alla fine…ma ahimè… questo buffone risoluto a divenir scellerato non ha fatto i conti con una cosa, che non è fuori di lui, ma dentro: la sua coscienza, che si rivela in sogno a predirgli la fine.

Era sicuro di averla debellata, di averla estirpata, evirata ma questa come una fenice è di nuovo lì a ricordargli il più semplice dei proverbi: si raccoglie sempre e solo ciò che si semina!


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