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Accertamenti fiscali 2026: numeri record e nuove strategie di contrasto all'evasione

Accertamenti fiscali 2026: numeri record e nuove strategie di contrasto all'evasione

Nel 2026 sono stati effettuati oltre 223.000 accertamenti fiscali, con un aumento del 18% rispetto all'anno precedente. Scopri le nuove strategie dell'Agenzia delle Entrate per contrastare l'evasione.

Nel 2026, l’Agenzia delle Entrate ha registrato un aumento significativo degli accertamenti fiscali ordinari superando quota 223.000. Questo rappresenta un incremento di 34.000 unità rispetto al 2026, con una crescita del 18%. Di questi, l’11% riguarda titolari di partita Iva.

La sottosegretaria al Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) Lucia Albano, ha illustrato questi dati in risposta a un’interrogazione del Movimento 5 Stelle presentata da Enrica Alifano.

Albano ha sottolineato che i controlli sono sempre più mirati evitando interventi su contribuenti con una posizione fiscale regolare. In futuro, l’amministrazione fiscale punterà sull’incrocio delle banche dati e sull’intelligenza artificiale per migliorare l’efficacia delle verifiche.

L’approccio selettivo dell’Agenzia delle Entrate

Negli ultimi anni, l’Agenzia delle Entrate ha adottato un approccio sempre più selettivo concentrandosi su contribuenti con elevati indicatori di rischio.

Questo metodo, supportato da strumenti avanzati di analisi dei dati permette di rafforzare l’azione di contrasto all’evasione e di ridurre l’impatto sui contribuenti regolari.

Secondo il MEF, un’efficace azione di contrasto all’evasione deve massimizzare il rischio di controllo per i soggetti con elementi sintomatici di violazione minimizzando al contempo la probabilità di controlli su chi adempie correttamente ai propri obblighi.

Questo approccio evita un inutile dispendio di risorse pubbliche.

Il presidio dell’evasione e i controlli automatizzati

Per determinare il tasso di presidio dei fenomeni evasivi non è sufficiente dividere il numero dei controlli per la platea di riferimento. L’Agenzia delle Entrate sottolinea che il numero dei controlli deve essere valutato nel complesso delle azioni poste in essere per salvaguardare le finanze pubbliche.

Inoltre, i controlli automatizzati delle dichiarazioni coprono essenzialmente il 100% della platea. Oltre ai controlli successivi, vengono svolti diversi tipi di controllo preventivo che contribuiscono a un quadro più completo e dinamico.

Il pagamento degli avvisi bonari e le sanatorie

Il Movimento 5 Stelle aveva sollevato la questione del 14% delle somme richieste tramite avvisi bonari che vengono corrisposte dai contribuenti, interpretandolo come un segnale di tendenza a differire i pagamenti in attesa di sanatorie. Il MEF ha precisato che questa quota non è significativa, poiché una parte considerevole delle somme richieste è versata tramite piani rateali tuttora in corso.

Circa il 59% delle somme richieste con queste comunicazioni è riscosso tramite iscrizione a ruolo e versato all’Agenzia delle Entrate Riscossione (Ader) mediante pagamenti rateali. Si tratta, quindi, di una fotografia di un processo dinamico e in continua evoluzione nel corso del tempo.

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