È in corso un’inchiesta della Procura di Milano che riguarda una società di eventi di Cinisello Balsamo, accusata di aver organizzato serate per clienti vip nei locali della movida milanese. Nell’ambito dell’inchiesta per prostituzione minorile pare sia indagato anche il calciatore Alessandro Bastoni, al centro di accertamenti su un presunto contatto con una ragazza all’epoca minorenne.
L’indagine, ancora in fase di sviluppo, mira a chiarire la dinamica dei fatti e il ruolo dei soggetti coinvolti.
Alessandro Bastoni indagato a Milano per prostituzione minorile: le gravi accuse
Stando a quanto riportato dall’Ansa, Alessandro Bastoni pare sia al centro di un’inchiesta della Procura di Milano coordinata dalla pm Rosaria Stagnaro e dall’aggiunta Bruna Albertini, che riguarda una società di eventi con base a Cinisello Balsamo.
Secondo l’ipotesi investigativa, l’organizzazione avrebbe gestito serate nei locali milanesi più esclusivi con formule definite “all inclusive”, rivolte a clienti vip e con la presenza di giovani donne. Nell’ambito delle verifiche della Guardia di Finanza, sempre secondo le indiscrezioni, al calciatore pare sia stata contestata l’ipotesi di un rapporto con una ragazza che all’epoca dei fatti aveva 17 anni, elemento che costituisce il fulcro dell’accertamento per prostituzione minorile.
La vicenda, tuttavia, resta oggetto di approfondimento. Come riportato da La Gazzetta, la giovane, ascoltata come testimone, avrebbe negato che tra i due vi sia stato un rapporto. Nonostante ciò, nelle carte dell’inchiesta emergerebbero tracce dell’incontro. Il nome del difensore sarebbe quindi collegato alla cosiddetta “agenzia delle escort”.
Alessandro Bastoni indagato a Milano per prostituzione minorile: invito a comparire fissato per venerdì
Dalle indiscrezioni dell’Ansa e confermato da ambienti giudiziari, il giocatore pare abbia ricevuto un invito a comparire fissato per venerdì prossimo, nell’ambito dell’attività istruttoria coordinata dalla Procura. Dalle ricostruzioni emergerebbe inoltre il ruolo di un intermediario della società “Ma.De”, che avrebbe messo in contatto il calciatore con la minorenne, anche attraverso conversazioni contenute in chat risalenti al giugno 2020. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire l’intera rete di rapporti e il funzionamento del sistema messo in piedi dalla società, nel quadro di un’indagine ancora in fase di sviluppo.
