Questi ultimi giorni hanno visto due episodi di violenza stradale che hanno richiamato l’attenzione delle autorità: da un lato, l’assalto a un portavalori sulla strada provinciale 231 nei pressi di Cerignola al confine con Canosa di Puglia dall’altro, la rissa degenerata in una sparatoria pubblica a piazzetta Montesanto nel centro di Napoli.
In entrambe le vicende si registrano armi pesanti, interventi immediati delle forze dell’ordine e indagini in corso.
Assalto al portavalori e furto del carico di sigarette sulla sp 231 (Cerignola)
La mattina del 6 luglio 2026 un veicolo blindato impegnato nel trasporto valori è stato bloccato lungo la strada provinciale 231 nella zona di Cerignola.
Secondo la ricostruzione investigativa, due automobili hanno interrotto la marcia del mezzo; da questi veicoli sono scesi uomini incappucciati e armati di fucile che hanno esploso diversi colpi — almeno una decina — verso il mezzo blindato, costringendo i vigilantes a fermarsi.
I malviventi hanno poi fatto esplodere il portellone con un ordigno per accedere al contenuto.
Una parte del denaro trasportato è finita sulla carreggiata e non è ancora stata quantificata con precisione, mentre in un secondo episodio sulla stessa strada è stato assaltato anche un furgone che trasportava sigarette: il carico è stato portato via. Per rallentare i soccorsi i banditi hanno incendiato due automobili. Sul posto operano la Polizia e i Carabinieri per ricostruire la dinamica e risalire alla banda; fortunatamente non si registrano feriti.
La sparatoria a piazzetta Montesanto e gli arresti a Napoli
Il pomeriggio del 1 luglio 2026 piazzetta Montesanto è stata teatro di una violenta rissa che è rapidamente degenerata in uno scenario di intimidazione armata. Immagini circolate sui social e acquisite dagli investigatori mostrano prima una lite, poi uno dei partecipanti estrarre una pistola semiautomatica ed esplodere due colpi in aria. Pochi secondi dopo è apparso un altro giovane con la felpa e il cappuccio, che ha camminato in mezzo alla folla impugnando un Kalashnikov.
La presenza del fucile d’assalto ha trasformato l’episodio in una «scesa» dimostrativa: non si è sparato contro la folla, ma il gesto aveva chiaramente una valenza intimidatoria e un forte impatto simbolico. Le indagini coordinate dalla Procura e condotte dalla Squadra Mobile hanno portato all’identificazione e al fermo di tre persone: Giuseppe Triuolo, ritenuto responsabile dei colpi esplosi con la pistola; Emanuele Iaccarino, ripreso con l’arma d’assalto; e Gianluca Calvanese, poi arrestato durante le perquisizioni per il possesso di un’ulteriore arma clandestina calibro 9.
Provvedimenti giudiziari e misure cautelari
Davanti al Giudice per le Indagini Preliminari sono state valutate le risultanze investigative: la custodia cautelare in carcere è stata convalidata per Triuolo, Iaccarino e Calvanese, considerati pericolosi alla luce degli indizi raccolti e del contesto. Una persona inizialmente trattenuta è stata invece scarcerata in sede di convalida. Gli accertamenti proseguono per stabilire moventi e legami con altri episodi recenti nella stessa area della città.
Elementi comuni e contesto investigativo
Sia a Cerignola sia a Napoli emergono alcuni tratti comuni: l’uso di armi da fuoco per scopi dimostrativi o predatori, la pianificazione degli assalti con mezzi di trasporto usati per bloccare le vittime e l’impiego di esplosivi per forzare casseforti o portelloni. Le autorità hanno intensificato i controlli e le perquisizioni nelle aree interessate: nel caso di Cerignola la Polizia Scientifica sta repertando bossoli e tracce sul luogo dell’esplosione, mentre a Napoli le immagini video hanno avuto un ruolo centrale nell’identificazione dei sospetti.
Le forze dell’ordine mantengono aperte piste investigative multiple: si indaga su possibili collegamenti tra bande locali per il trasporto illecito di merce e su eventuali reti che riforniscono armi pesanti. Nonostante la spettacolarità degli eventi, gli inquirenti sottolineano che non risultano vittime con ferite gravi in entrambi i casi, elemento che ha impedito un bilancio umano più drammatico ma non diminuisce la gravità degli atti commessi.
Impatto sulla sicurezza locale
I due episodi hanno provocato reazioni immediate da parte delle autorità locali: maggiore presenza delle forze dell’ordine nelle aree sensibili, verifiche sui movimenti di mezzi pesanti e controlli a tappeto nelle abitazioni collegate ai sospetti. I cittadini e i commercianti hanno espresso apprensione per la frequenza di episodi armati in zone di passaggio, sollevando dubbi sulla sicurezza di strade spesso percorse da pendolari e attività commerciali.
Le indagini continuano per ricostruire con precisione ruoli, responsabilità e legami tra i diversi episodi; nel frattempo le persone arrestate sono a disposizione dell’autorità giudiziaria e le forze dell’ordine proseguono gli accertamenti per smantellare eventuali reti criminali coinvolte.
