Il sito del ministero degli Affari Esteri è finito nel mirino di un attacco informatico dalla mattina di giovedì 8 ottobre. L’incursione, attribuita secondo le prime informazioni al gruppo di hacker filorussi Noname057, è stata contenuta dai sistemi di protezione senza provocare interruzioni dei servizi. La Polizia postale ha avviato gli accertamenti, mentre è stato attivato anche il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche.
Attacco hacker alla Farnesina: indagini e verifiche sui siti all’estero
L’azione sarebbe stata condotta con la tecnica DDoS, acronimo di Distributed Denial of Service. Si tratta di una modalità di attacco che punta a sovraccaricare un sito o un servizio online attraverso un numero elevato di richieste, spesso generate artificialmente, con l’obiettivo di renderlo irraggiungibile o comprometterne il funzionamento.
In questo caso, le difese informatiche del ministero avrebbero retto, evitando conseguenze operative. La Farnesina ha fatto sapere che la situazione viene monitorata costantemente in collaborazione con il Polo Strategico Nazionale e con le autorità competenti. Sono inoltre in corso verifiche sui siti delle sedi diplomatiche e consolari italiane all’estero, per individuare eventuali tentativi analoghi.
Secondo quanto riferito dall’ANSA, dietro l’attacco ci sarebbe il gruppo Noname, già associato in passato ad azioni informatiche di matrice filorussa. L’attribuzione è al momento riportata dalle fonti investigative e giornalistiche, mentre gli accertamenti sono in corso.
Tajani: “La cybersicurezza è centrale nella riforma della Farnesina”
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato il rafforzamento delle misure di sicurezza informatica adottate negli ultimi mesi. “La cybersicurezza è un elemento centrale della riforma della Farnesina approvata lo scorso anno“, ha dichiarato, aggiungendo che il ministero ha potenziato le capacità di prevenzione, monitoraggio e risposta alle minacce, anche attraverso contromisure tecnologiche.
Tajani ha inoltre ricordato il lavoro della Sala operativa CSIRT, le cui attività erano state illustrate anche al ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul durante una recente visita a Roma. L’Italia intende collaborare con la Romania e altri Paesi membri dell’Unione europea per promuovere iniziative volte a individuare e designare gli attori responsabili di attacchi informatici contro istituzioni nazionali.
L’episodio riporta l’attenzione sulla sicurezza delle infrastrutture digitali pubbliche e sulla necessità di proteggere i servizi istituzionali da azioni capaci di comprometterne la disponibilità. Per il momento, nel caso della Farnesina, il ministero riferisce che l’attacco è stato efficacemente mitigato e che non si sono verificati disservizi.
