La Rai sospende le repliche estive di Report mentre resta sotto osservazione la vicenda dell’attentato che coinvolge il conduttore Sigfrido Ranucci. La decisione dell’azienda, motivata dalla volontà di tutelare il programma in attesa di chiarimenti, ha però aperto un confronto acceso tra la Rai, il giornalista e alcuni consiglieri di amministrazione, che hanno sollevato dubbi sulla natura del provvedimento.
Attentato a Ranucci, colpo di scena: perché la Rai ha deciso di sospendere le repliche di Report
Come riportato dall’Ansa, la Rai pare abbia deciso di interrompere la programmazione delle repliche estive di Report, trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci. La decisione è stata annunciata dall’azienda attraverso una nota ufficiale nella quale viene spiegato che, «in attesa che si faccia piena chiarezza sulla delicata e complessa vicenda che vede coinvolto il conduttore Sigfrido Ranucci», la Direzione Approfondimento ha ritenuto necessario «sospendere cautelativamente la messa in onda delle repliche estive».
Secondo la Rai, il provvedimento sarebbe stato adottato per proteggere un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico, ribadendo comunque che il programma tornerà regolarmente con la nuova stagione prevista a partire dal prossimo novembre.
La scelta arriva mentre proseguono gli accertamenti relativi all’attentato subito dal giornalista. Gli investigatori stanno esaminando il materiale sequestrato all’imprenditore Valter Lavitola, indicato come presunto mandante dell’azione dinamitarda avvenuta nell’ottobre scorso a Pomezia.
Tra gli elementi acquisiti figurerebbero sette manoscritti, diversi appunti, tre telefoni cellulari e due pen drive ritenute riconducibili all’imprenditore.
La Rai sospende le repliche di Report: la reazione di Ranucci e di alcuni consiglieri
Come riportato dall’Adnkronos, la decisione dell’azienda non è stata accolta positivamente da Sigfrido Ranucci, che attraverso una nota diffusa dal suo legale Roberto De Vita ha definito il provvedimento «sconcertante». Il conduttore ha contestato una scelta che, a suo giudizio, sarebbe fondata su «congetture assurde» e non su reali esigenze di tutela della trasmissione. Secondo Ranucci, la sospensione rischierebbe di delegittimare il lavoro svolto negli anni dalla redazione e dai giornalisti di Report, autori di «inchieste importanti in modo autonomo e indipendente», considerate un «vero patrimonio per l’informazione e la democrazia».
Anche alcuni consiglieri Rai hanno espresso contrarietà alla decisione. Alessandro Di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale hanno definito la sospensione delle repliche una «misura punitiva», sostenendo che non sarebbe collegata alla necessità di fare chiarezza sulla vicenda giudiziaria. I consiglieri hanno difeso il ruolo del programma d’inchiesta, chiedendo «trasparenza, non vendette o censure» e ricordando come Report rappresenti da anni uno degli appuntamenti più rilevanti dell’approfondimento giornalistico del servizio pubblico.
