Ieri 23 giugno ricorreva il decimo anniversario della Brexit ovvero l’uscita ufficiale della Gran Bretagna dall’Europa, una votazione che avrebbe dovuto rendere forte ed indipendente la Gran Bretagna ma che a conti fatti ha in realtà creato più danni che benefici all’economia, ecco per cui ora si starebbe pensando ad un clamoroso dietrofront.
Per il sindaco di Londra è stato un passo falso
Sadiq Khan, attuale sindaco di Londra ha commentato la Brexit come un errore di cui ora il popolo ne sta pagando pesantemente le conseguenze.
Secondo lui infatti l’unica via corretta sarebbe un ritorno nell’UE per permettere al Regno Unito di riottenere quella stabilità mai completamente trovata da quando si è ritrovato da solo ad autogestirsi.
La cultura isolana aveva fatto breccia negli inglesi lontano da Londra, ma nelle grandi città questo cambiamento ha pesato notevolmente.
Per la Gen Z si voterebbe per il rejoin
In un sondaggio, riportato da The Social Post che ha visto i pareri di 440 giovani della Gen Z – età compresa dai 18 ai 28 anni – il ritorno in Europa pesa per il 50%, il 34% è indeciso mentre il 16 punta a restarne fuori.
Uno dei maggiori problemi legati a questo voto, secondo i giovani è legata all’inesperienza politica che gli ha portati a votare senza una vera e propria coscienza decisionale, caratteristica che ora hanno acquisito.
Difatti se si andasse a votare immediatamente, lo scenario complessivo beneficerebbe del 60% dei voti favorevoli della Gen. Z portando il totale all’81% degli aventi diritto che voterebbe per il ritorno in Europa, contro il 19 che preferirebbe la situazione attuale.
