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Caldo estremo in Italia ed Europa: record storici e allerta sanitaria

Caldo estremo in Italia ed Europa: record storici e allerta sanitaria

L'Europa è in preda a un'ondata di calore senza precedenti, con temperature record e un bilancio stimato di 12.000 morti in soli tre giorni. Scopri l'impatto su città e popolazione.

L’Europa è in preda a un’ondata di calore senza precedenti, con temperature che hanno battuto record storici in diverse città. In Germania, la stazione di Drewitz ha registrato un picco di 41,5 gradi superando il precedente record di 41,3 gradi registrato a Saarbrucken. Anche la Danimarca ha vissuto la giornata più calda dall’inizio del monitoraggio nel 1874 con temperature che hanno raggiunto i 37 gradi a Ødum.

In Italia, l’allerta caldo è massima in 18 città con temperature che non danno tregua nemmeno di notte. Il Ministero della Salute ha emesso un bollettino che classifica Ancona, Bari, Bologna e altre 15 città con il livello di allarme più alto, mentre altre 6 città, tra cui Napoli e Palermo sono in allerta arancione.

L’impatto sanitario del caldo estremo

Il caldo estremo potrebbe causare fino a 12.000 morti in soli tre giorni, secondo una stima basata sul modello Masselot sviluppato dallo statistico ed epidemiologo ambientale Pierre Masselot e i suoi colleghi della London School of Hygiene & Tropical Medicine. Questo modello tiene conto non solo delle temperature assolute, ma anche di quanto queste siano insolite per le diverse aree geografiche.

Secondo l’Economist il rischio di morte potrebbe aumentare di circa il 200% a Londra e del 170% a Milano. Le temperature notturne elevate sono particolarmente pericolose, poiché impediscono all’organismo di recuperare dallo stress termico accumulato durante il giorno.

L’impatto economico sulle famiglie italiane

Il caldo estremo ha un impatto significativo anche sulle tasche delle famiglie italiane. Secondo Assoutenti il costo aggiuntivo per far fronte alle temperature record può arrivare fino a 600 euro al mese. Questo include maggiori consumi energetici per l’uso di condizionatori e ventilatori, un incremento dei consumi idrici e una maggiore spesa per prodotti freschi e dissetanti.

Le famiglie italiane spendono tra 50 e 100 euro in più al mese per l’energia, tra 20 e 30 euro per l’acqua e tra 60 e 80 euro per alimenti freschi. Inoltre, l’uso di piscine e stabilimenti balneari aggiunge un costo tra 120 e 200 euro mentre l’acquisto di integratori alimentari e prodotti cosmetici per la protezione della pelle può costare tra 30 e 40 euro.

L’impatto sull’agricoltura

Il caldo estremo sta mettendo a dura prova anche il settore agricolo. In particolare, la produzione di Prosecco è a rischio a causa del rallentamento del processo di maturazione dell’uva. Sandro Bottega, AD di Bottega Spa, ha espresso preoccupazione per l’alterazione dei profumi dell’uva causata dalle temperature torride.

Tuttavia, Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, rimane ottimista, sperando che un po’ di pioggia a luglio possa salvare l’annata. Il comparto vitivinicolo italiano, con oltre 670.000 ettari coltivati è tra i più esposti agli eventi estremi, con quasi 380 eventi registrati solo nel 2026.

La crisi climatica rappresenta una sfida significativa per l’agricoltura, con il rischio che il 90% delle aree vitivinicole costiere e pianeggianti possa perdere la capacità di produrre vino di alta qualità in modo sostenibile se le temperature aumenteranno di oltre 2°C.

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