Il caso del consigliere FdI collegato da remoto durante una seduta istituzionale ha attirato l’attenzione pubblica dopo che, in videoconferenza, è apparso sullo sfondo di Gardaland, mentre prendeva parte ai lavori del consiglio comunale. L’episodio ha sollevato curiosità e discussioni sull’equilibrio tra impegni politici e vita privata, diventando rapidamente un tema di dibattito oltre l’ambito locale.
Consigliere FdI di Acquaviva delle Fonti si collega da Gardaland: sei ore in video davanti alle giostre
Chi segue i parchi divertimento riconosce subito la giostra del “Wolf Legend”, visibile sullo sfondo della videoconferenza che ha visto protagonista Pietro D’Antini durante il consiglio comunale del 19 giugno ad Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari.
Il consigliere di FdI, collegato da remoto mentre si trovava in vacanza a Castelnuovo del Garda con la moglie e i quattro figli, è apparso in diretta Zoom con occhiali da sole e t-shirt nera, immerso nell’atmosfera del parco divertimenti. La sua partecipazione ha contribuito a garantire il numero legale fissato a nove, permettendo così lo svolgimento della seduta e le successive votazioni.
Nel corso dell’appello ha risposto semplicemente: «Presente. Presente». Alle sue spalle si intravedeva chiaramente l’insegna della giostra, dettaglio che, come riportato da “Il Fatto Quotidiano”, ha reso immediata l’identificazione del contesto: Gardaland. Per circa sei ore il consigliere è rimasto collegato, prendendo parte anche alle votazioni, mentre in sottofondo si udivano musiche e si vedevano luci tipiche del luna park. All’ordine del giorno figuravano la rottamazione delle cartelle esattoriali e l’adeguamento del Piano casa/PRG alle nuove disposizioni normative, provvedimenti considerati urgenti dall’amministrazione e con scadenza ravvicinata, in particolare quella del 30 giugno per l’adesione alla misura fiscale.
Consigliere FdI di Acquaviva delle Fonti si collega da Gardaland: polemiche e replica alle accuse
La seduta si è svolta interamente in modalità mista grazie al regolamento comunale introdotto durante l’emergenza sanitaria e mai abrogato, che consente la partecipazione da remoto. In questo contesto, Francesca Pietroforte dell’opposizione ha sollevato critiche sull’utilizzo di uno strumento nato per situazioni eccezionali. Secondo l’opposizione, infatti, collegarsi da un parco divertimenti durante una vacanza rischierebbe di snaturare il ruolo dell’assemblea cittadina e l’importanza della presenza fisica in aula.
Pietro D’Antini ha però difeso la propria scelta, sottolineando la legittimità del collegamento e la necessità di garantire l’approvazione dei provvedimenti nei tempi previsti. Ha spiegato che il soggiorno era stato programmato da tempo e che la convocazione del consiglio si è resa necessaria per rispettare le scadenze: “Ho sottratto tempo alla mia famiglia per assolvere un dovere istituzionale“. Ha inoltre ribadito: “Avevo programmato questa vacanza da mesi per i miei figli e volevo rispettare un impegno preso con loro. Nel frattempo è sorta l’esigenza di celebrare il consiglio il 29 giugno perché il provvedimento sulla rottamazione doveva essere approvato entro il giorno successivo. In caso contrario, non sarebbe stato possibile aderire alla misura“.
Il consigliere ha aggiunto che la partecipazione da remoto era pienamente conforme al regolamento: “Il mio voto era fondamentale per l’approvazione degli atti e ho deciso di collegarmi da remoto proprio perché il regolamento lo consente. Non ho violato alcuna norma e non ho fatto nulla che fosse contrario alle regole dell’ente“. La seduta, durata circa sei ore tra discussioni e votazioni, ha così visto un insolito intreccio tra doveri istituzionali e contesto vacanziero, diventando rapidamente oggetto di dibattito pubblico oltre i confini cittadini.
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