Crans-Montana, l’Italia esclusa dall’inchiesta come parte civile: la procura di Sion ha respinto la richiesta del governo italiano, che ha deciso di presentare ricorso. Al centro della disputa il riconoscimento dei danni subiti dallo Stato dopo il rogo in cui ci sono state sei vittime italiane.
Crans-Montana, sei italiani tra le vittime: la Svizzera nega il ruolo di parte lesa all’Italia
La Procura di Sion ha respinto la richiesta avanzata dall’Italia di costituirsi parte civile nell’inchiesta sul devastante incendio avvenuto a Crans-Montana, costato la vita a 41 persone, tra cui sei cittadini italiani, mentre altre 14 persone italiane sono rimaste ferite. Il provvedimento, contenuto nel fascicolo investigativo depositato il 6 agosto, è stato notificato il 23 luglio all’avvocato ginevrino Romain Jordan, incaricato di rappresentare gli interessi del governo italiano.
Secondo i magistrati del Canton Vallese, “né la cittadinanza italiana di diverse vittime, né i costi sostenuti dalla Repubblica Italiana per prestare assistenza ai propri cittadini vittime dei fatti perseguiti sono idonei a conferire la qualità di parte lesa“. La procura ha inoltre precisato che, affinché uno Stato possa essere riconosciuto come parte danneggiata, è necessario che venga “colpito direttamente nei suoi diritti personali, al pari di un privato“.
Nel provvedimento viene inoltre spiegato che, “quando l’organo statale agisce come titolare della pubblica potestà, difende interessi pubblici e non può contemporaneamente essere colpito direttamente in interessi individuali propri“, motivo per cui la tutela dell’interesse collettivo spetta al Ministero Pubblico. Gli inquirenti ricordano infine che le ipotesi di reato contestate sono incendio colposo, omicidio colposo e lesioni personali gravi colpose, precisando che “rivestono in particolare la qualità di danneggiati i clienti dell’edificio e non lo Stato di cui possiedono la cittadinanza“.
Crans-Montana, la Svizzera nega il ruolo di parte lesa all’Italia: il ricorso della Farnesina e il nuovo video del rogo
Il governo italiano ha impugnato la decisione della magistratura svizzera, ritenendo le motivazioni “non condivisibili e superate“, come sottolineato dalla Farnesina. Attraverso il legale Romain Jordan è stato depositato un ricorso nel quale si sostiene che l’orientamento seguito dai giudici non sia più attuale, anche alla luce della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, e si “insiste perché sia ammessa la costituzione di parte civile“.
L’Italia punta a ottenere il riconoscimento della propria posizione di parte lesa, evidenziando la “lesione diretta del patrimonio“ derivante dalle ingenti risorse mobilitate per l’assistenza sanitaria, psicologica e logistica ai sopravvissuti, il trasferimento dei feriti, l’identificazione delle vittime e il rimpatrio delle salme. Una prima stima quantifica in almeno 300 mila euro le spese sostenute dalla Protezione civile, cifra destinata ad aumentare considerando anche gli interventi delle altre amministrazioni e delle Regioni. In base al Codice di procedura penale svizzero, il ricorso dovrà essere esaminato dalla Camera penale del Tribunale cantonale del Vallese.
Intanto è emerso un nuovo filmato che documenta i drammatici momenti dell’incendio: nelle immagini, registrate all’interno del locale Costellation, si vedono alcuni giovani tentare disperatamente di aprirsi una via di fuga utilizzando delle sedie per sfondare le vetrate, mentre altri, avvolti dal fumo e dalle fiamme, urlano e cercano di aiutare gli amici a mettersi in salvo. Il video rappresenta un’ulteriore testimonianza delle concitate fasi della tragedia.
