Negli ultimi mesi il conflitto tra le forze governative saudite e i ribelli Houthi ha provocato una delle più gravi ondate di spostamento forzato nella storia del Yemen. Secondo l’International Organization for Migration (IOM), il numero di persone costrette ad abbandonare le proprie case è balzato da 76.000 a metà settembre a oltre 200.000 in poche settimane.
Le autorità umanitarie descrivono la situazione come catastrofica famiglie intere cercano rifugio in accampamenti improvvisati, spesso senza acqua potabile né cibo sufficiente. Il direttore generale dell’IOM, Amy Pope ha dichiarato che “le persone fuggono per la vita e non trovano luoghi sicuri dove rifugiarsi”, chiedendo un immediato aumento dei finanziamenti per cibo e alloggi.
Le aree più colpite: Hajjah, Taiz e la costa del Mar Rosso
Il nord del paese, in particolare la governoria di Hajjah è diventato un epicentro di disperazione. Qui, giovani portano legna da ardere, donne trasportano acqua in taniche e le famiglie si accampano sotto tende di tela, sperando che la violenza diminuisca.
La governoria di Taiz nella parte sud-occidentale, registra il più alto numero di sfollati, con interi quartieri ridotti a litiere di macerie.
Fuga via mare verso Djibouti: emergenze sovrapposte
Nel frattempo, più di 3.700 yemeniti hanno attraversato il Mar Rosso per raggiungere Djibouti dove il governo locale si trova a gestire ciò che l’IOM definisce “emergenze sovrapposte”. Oltre ai rifugiati yemeniti, l’agenzia registra più di 20.000 viaggi di migranti provenienti dall’Etiopia verso il Yemen e circa 539 ritorni di etiopi dal territorio yemenita. Le autorità di Djibouti devono fornire cibo, acqua e assistenza sanitaria a persone che arrivano sia in cerca di asilo sia per motivi economici, mentre altre migliaia rimangono bloccate nel deserto a causa della sete e dell’esaurimento.
Escalation militare e crisi alimentare
Il mese di ottobre ha visto un nuovo slancio offensivo da parte del governo yemenita, sostenuto dall’Arabia Saudita. Il presidente del Consiglio di leadership presidenziale, Rashad al-Alimi ha annunciato la riconquista del Bab al-Mandeb lo stretto strategico all’ingresso del Mar Rosso, precedentemente controllato dagli Houthi. Parallelamente, i ribelli hanno lanciato attacchi aerei su aeroporti sauditi, mentre la coalizione guidata da Riyadh ha colpito siti di produzione di armi Houthi all’interno del Yemen.
Questa escalation ha avuto ripercussioni immediate sulla sicurezza alimentare. L’UN World Food Programme avverte che tre famiglie su quattro nelle zone più contese vivono la fame, definendo l’effetto della guerra “assolutamente devastante”. Le ricostruzioni delle rotte commerciali sul Mar Rosso e le tensioni nella zona dello Stretto di Hormuz hanno inoltre compressato i prezzi del grano, aggravando la crisi già critica.
