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Coronavirus, pediatra Roberto Ronchetti: “L’epidemia durerà tre mesi”

Il Coronavirus ha una "capacità infettante che raggiunge un massimo, poi cala": il processo dura 2/3 mesi, ha spiegato il pediatra Roberto Ronchetti.

Coronavirus pediatra Roberto Ronchetti
Coronavirus pediatra Roberto Ronchetti

Difficile stabilire quanto durerà l’epidemia del Coronavirus. Intanto l’Italia ha adottato misure di sicurezza per contenerne l’espansione. Bloccando il Paese, si vogliono diminuire i contatti tra le persone e, così facendo, si spera in un calo dei contagi. Negli ultimi giorni si è toccato il picco dei morti e degli infetti, ma la situazione è ancora critica.

Il Coronavirus non darà tregua per almeno tre mesi: a sostenerlo è il pediatra Roberto Ronchetti.

Coronavirus, la spiegazione del pediatra Roberto Ronchetti

Recenti studi hanno evidenziato il mancato nesso tra Covid-19 e alte temperature, per cui le migliori condizioni atmosferiche e metereologiche non necessariamente debellano il virus.

Gli scienziati proseguono negli studi, ma i dubbi sono ancora molti.

Roberto Ronchetti è stato per 25 anni titolare della cattedra di Clinica Pediatrica dell’Università La Sapienza di Roma al Policlinico Umberto I e poi all’Ospedale S. Andrea. A lungo si è occupato di malattie respiratorie infantili, studiando in particolare la bronchiolite. Infatti, il pediatra ha spiegato: “Nella mia carriera mi sono spesso occupato di virus respiratori.

Non c’è nessun valido motivo per pensare che questo Coronavirus si comporti in modo diverso dagli altri”.

Analizzando i dati riguardanti il Covid-19, responsabile della pandemia in corso, Ronchetti ha dichiarato: I virus respiratori rimangono tranquilli per mesi, inattivi ma vitali all’interno di cellule viventi. Poi improvvisamente si attivano e diventano come si suol dire virulenti. La capacità infettante cresce fino a un massimo, dopodiché diminuisce“. Tale percorso, ha precisato il professore, ha una durata complessiva di 2 o 3 mesi. Ritene quindi che, prestando la dovuta attenzione, proseguendo con le cure in atto e rispettando i vincoli imposti da governo e regioni, anche l’Italia potrà presto rialzarsi.

Il pediatra ha aggiunto: “Quando mi occupavo di bronchiolite ho interrogato parecchi virologi di fama mondiale. Ci chiedevamo perché i virus all’inizio della stagione invernale diventassero così aggressivi. Nessuno lo sapeva e credo che nessuno lo sappia oggi”. Tutti i virus si comportano così, ha ribadito. “Guardando l’epidemia cinese che è durata circa due mesi e quella coreana durata circa 5 settimane, possiamo ipotizzare che le epidemie iniziate più tardi e tutt’ora in corso avranno una durata complessiva intermedia tra le due citate”, ha dichiarato Ronchetti.

E ancora: “Sono 14 i virus respiratori che vengono monitorati al pronto soccorso del Policlinico, attraverso un kit che misura la presenza del virus nel liquido del lavaggio nasale. Il monitoraggio, curato dal professor Midulla, ci conferma che tutti e 14 i virus hanno lo stesso andamento e tra questi ci sono anche alcuni Coronavirus. Sui provvedimenti messi in atto in Cina per far fronte all’emergenza sanitaria, ha commentato: “Quelle misure sono state fondamentali, perché sono servite a ridurre il numero dei casi contagiati”. Ma ha ribadito: “L’epidemia si è gradualmente spenta perché il virus dopo un certo numero di settimane diminuisce la sua capacità infettante. Il virus respiratorio può seguire un percorso un po’ più lungo o un po’ più corto, più o meno intenso”.

La geografia del contagio

Il professor Ronchetti ha tenuto a sottolineare: “Guardando a quello che è successo in Asia, possiamo dire che anche questo Coronavirus compie una curva simile agli altri, quindi mi aspetto la stessa cosa in Italia. Considerando che da noi il virus è arrivato a febbraio, possiamo aspettarci che duri ancora qualche settimana.

La situazione dei contagi, tuttavia, differisce a seconda della regione geografica. Infatti, ha spiegato: Ogni zona d’Italia potrebbe avere tempi diversi, ogni centro di diffusione avrà il suo sviluppo. In generale possiamo prevedere che l’epidemia si esaurirà tra 4-5 settimane e rimarrà localizzata prevalentemente nella parte Nord del nostro Paese”.

La sua precisa collocazione geografica è una caratteristica peculiare del Covid-19, ha fatto sapere il pediatra. Nonostante sia capace di diffondersi in tutto il mondo in tempi particolarmente rapidi, salvo alcune eccezioni, è evidente che le nazioni in cui il virus si dimostra più letale sono quelle comprese nella fascia del globo fra 45° e 30° di latitudine. A nord di tale fascia i contagi sono piuttosto numerosi, ma non altrettanto alto il tasso di mortalità. La parte a sud del 30° parallelo, invece, non sembra significativamente interessata all’epidemia, sottolineano gli esperti.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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