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Coronavirus, parla Filippo Facci: “Uscirò di casa in spregio al governo”

Il giornalista Filippo Facci ha affermato che da martedì 14 aprile inizierà a uscire di casa liberamente, violando le disposizioni sul coronavirus.

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Non le manda certo a dire il giornalista Filippo Facci, che in un editoriale pubblicato sul quotidiano Libero in data 12 aprile afferma che a partire da martedì 14 inizierà a uscire di casa “liberamente e sfacciatamente” in barba alle restrizioni anti coronavirus imposte dal governo.

Lo stesso Facci ha infatti spiegato di sentirsi preso in giro proprio dalle decisioni del governo, che a suo dire pretende di poter giocare con la libertà individuale dei cittadini.

Coronavirus, l’annuncio di Filippo Facci

In apertura al suo editoriale, Facci dichiara: “Io da martedì uscirò liberamente e sfacciatamente per le strade del mio Paese, e lo farò in spregio a un governo indegno e cialtrone che si illude di poter giocare a tempo indeterminato con le mie libertà individuali e con il mio diritto di parola e di espressione”. Il giornalista precisa tuttavia di non essere positivo al coronavirus e che continuerà ugualmente a indossare guanti e mascherina.

Nel suo intervento, Facci se la prende anche con i cittadini italiani che in questi giorni, approfittando delle vacanze pasquali, si sono messi in viaggio verso le proprie seconde case in aperta violazione delle norme sanitarie: “Ma non mi farò mettere ‘app’ sul telefono che equivalgono al braccialetto dei carcerati o alla dittatura cinese.

[…] Io non ho affollato e non affollerò autostrade e raccordi come gli idioti ufficialmente ligi alle regole che si sono spostati per Pasqua e Pasquetta ma col giustificativo il tasca”.

La critica al governo

Facci si lamenta inoltre con quella che a suo dire è stata un’evidente dimostrazione di incompetenza del governo centrale, che fino all’ultimo ha cercato di minimizzare la reale portata dell’emergenza sanitaria: “Cioè: non sono io se prendo la macchina a vado a farmi un giro in montagna dove rischio di incontrare al massimo una capra; il pericolo siete e vi siete rivelati voi, inetti e incompetenti, partiti col «siamo prontissimi» e «abbraccia un cinese» e aperitivi contro la paura per poi ritardare su tutto”.

Sul finale, il giornalista lancia un personale grido di libertà nei confronti di chi lo costringe a rimanere chiuso in casa, rinnegando la vita da recluso che in queste settimane milioni di italiani hanno imparato a conoscere: “Non ho bar dove andare, non faccio vita sociale, praticamente vivevo già in quarantena. Ma sarò io a deciderlo, e lo farò: ma da martedì esco. E se mi ammalerò, se schiatterò, sarò libero di andarlo a fare in una spiaggia vuota, guardando il mare, non Netflix.

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