Nella notte tra il 5 e il 6 agosto, a Lula, in provincia di Nuoro, un gesto intimidatorio ha colpito due ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) impegnati nelle attività preparatorie per l’Einstein Telescope il futuro osservatorio europeo di onde gravitazionali. Le auto dei geologi Carlo Giunchi e della moglie sono state date alle fiamme, un atto che ha suscitato forte preoccupazione e condanna da parte delle istituzioni.
Un atto intimidatorio contro la scienza
Le auto dei ricercatori sono state trovate completamente distrutte nel cortile della casa che avevano preso in affitto al centro di Lula. L’incendio, senza rivendicazioni, appare come un evidente avvertimento contro il progetto scientifico. Questo episodio si inserisce in una serie di atti intimidatori che hanno colpito l’Einstein Telescope negli ultimi anni, nonostante il progetto goda di ampio consenso a livello locale e nazionale.
La condanna delle istituzioni
La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde ha immediatamente condannato il gesto, definendolo un fatto grave che colpisce l’intera Sardegna. La nostra Isola e le nostre comunità hanno scelto di investire nella conoscenza, nell’innovazione e nella ricerca come strumenti di crescita e di emancipazione ha dichiarato Todde, sottolineando che ogni tentativo di alimentare paura o ostilità nei confronti di chi lavora per costruire nuove opportunità è destinato a fallire.
Einstein Telescope: un progetto di livello mondiale
L’Einstein Telescope è un progetto di livello mondiale, sostenuto dall’Unione Europea e dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Il progetto prevede la costruzione di un osservatorio sotterraneo di onde gravitazionali, che potrebbe avere un impatto significativo sull’economia locale, con una ricaduta stimata di 36.000 posti di lavoro tra assunzioni dirette e indotto. La struttura sarà costruita nella miniera dismessa di Sos Enattos a Lula, un sito ideale per la sua stabilità sismica e la bassa densità di popolazione.
La collaborazione internazionale
Il progetto non coinvolge solo l’Italia. Il 17 luglio, a Nuoro, è stato siglato un Memorandum d’Intesa tra enti di ricerca italiani e tedeschi per rafforzare la cooperazione scientifica. L’accordo, sottoscritto dall’INFN dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) dall’INGV dall’Università Tecnica di Dresda e dal Karlsruhe Institute of Technology (KIT) punta a valorizzare le caratteristiche geologiche e le competenze scientifiche dei due territori, Sardegna e Lusazia in Germania.
La firma del memorandum rappresenta un passo importante nel percorso della candidatura a ospitare l’Einstein Telescope. La giornata di oggi ci fa compiere un passo importante nel percorso della candidatura a ospitare l’Einstein Telescope nella nostra Isola ha dichiarato la presidente Todde, sottolineando l’importanza della collaborazione con la Sassonia e la valorizzazione delle competenze scientifiche locali.
Il futuro dell’Einstein Telescope
Nonostante gli atti intimidatori, il progetto continua a procedere. Il 17 luglio, a Lula, è stato inaugurato un punto informativo dedicato all’Einstein Telescope presso il Salone Giovanni Paolo II e lanciato il cantiere per la realizzazione dell’ET-SUnLab il cui avvio dei lavori è previsto nelle prossime settimane. La comunità scientifica e le istituzioni continuano a lavorare per garantire il successo del progetto, nonostante le difficoltà.
L’Einstein Telescope rappresenta un’occasione unica per la Sardegna e per l’Europa, un progetto che parla del futuro e della capacità di attrarre talenti, creare lavoro qualificato e affermarsi come protagonista nei grandi processi di innovazione europei. La Sardegna starà sempre dalla parte della legalità e dello sviluppo del territorio, e nessun gesto intimidatorio potrà fermare questo percorso.
