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Femminicidi in Italia: la scia di sangue che scuote il Paese

Femminicidi in Italia: la scia di sangue che scuote il Paese

Una serie di femminicidi in Italia ha riacceso il dibattito sulla sicurezza delle donne. Dalle indagini sul caso di Tania Terrin alle drammatiche vicende di Cattolica e Calabria, ecco cosa sta succedendo.

L’Italia è scossa da una nuova ondata di femminicidi che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza delle donne. Il caso di Tania Terrin uccisa dal compagno già denunciato più volte, ha portato il sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni ad annunciare l’invio di ispettori del ministero della Giustizia a Venezia per capire cosa non abbia funzionato.

“Il femminicidio di Tania Terrin è una sconfitta per lo Stato”, ha dichiarato Balboni.

Intanto, le senatrici del Partito Democratico hanno annunciato un’interrogazione parlamentare e una manifestazione dal titolo “Facciamo rumore” è stata organizzata nel paese di Tania, non lontano da quello di Giulia Cecchettin. La scia di sangue degli ultimi giorni è impressionante: sei femminicidi da Ferragosto, tra cui le due donne brutalmente uccise nel Cosentino.

Le indagini sui femminicidi in Calabria

In Calabria, due uomini sono finiti in carcere per i femminicidi delle rispettive mogli. Pietro Scintu 80 anni, originario della Sardegna, è stato fermato all’alba di mercoledì per l’omicidio di Carmela Bifano 72enne uccisa con colpi alla testa, forse con una pietra, in un fondo agricolo a Villaggio Frassa.

Scintu aveva trascorso la giornata insieme alla moglie e aveva allertato le forze dell’ordine dicendo di avere trovato il corpo della donna riverso a terra con delle ferite alla testa.

Gli investigatori della Polizia del Commissariato dell’area urbana di Rossano e della Squadra mobile di Cosenza hanno interrogato Scintu per tutta la notte e stamani è scattato il provvedimento di fermo. Nella zona dove è stato trovato il corpo hanno lavorato tutto il giorno i tecnici della Polizia scientifica per i rilievi.

È in cella a Bari, invece, il compagno di Ornella Forastefano 46 anni, lasciata agonizzante la mattina del 16 agosto davanti all’ospedale di Trebisacce e poi morta a causa di profonde ferite e traumi su tutto il corpo. Si tratta di Elvis Metvelaj 42enne di nazionalità albanese, fermato alcune ore dopo nel porto del capoluogo pugliese, mentre tentava di imbarcarsi per tornare in Albania. Martedì, dinanzi al gip di Bari, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice questa mattina ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere.

Il dramma di Cattolica

Nelle ultime ore a Cattolica (Rimini) un uomo si è lanciato con l’auto nel porto canale con la moglie seduta accanto, dopo un litigio. Attimi di paura, poi il portellone del bagagliaio si è aperto e i due sono riusciti a riemergere, aiutati da alcune persone che si sono gettate in acqua per salvarli. Mentre i sanitari prestavano i primi soccorsi a marito e moglie, all’improvato l’uomo, appena si è ripreso, è fuggito tra gli scogli facendo perdere le proprie tracce.

Questi episodi drammatici hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza delle donne e sulle misure necessarie per prevenire tali tragedie. Le istituzioni sono chiamate a fare chiarezza e a trovare soluzioni efficaci per proteggere le vittime di violenza.

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