Il quadro sulla morte di Tania Terrin, la 39enne uccisa dall’ex compagno Dino Keber a Camponogara, si arricchisce di nuovi elementi. I primi risultati dell’autopsia sembrano indicare un’aggressione molto rapida, senza una vera colluttazione, ma saranno soprattutto le analisi sul materiale rinvenuto sotto le unghie della vittima e gli accertamenti tossicologici a fornire ulteriori risposte.
Funerali di Tania Terrin e polemiche sui fuochi della sagra
Conclusi gli accertamenti medici, è arrivato il nulla osta per i funerali, fissati sabato nella chiesa di Camponogara. Nel frattempo in paese è nata una discussione sulla sagra: alcuni avevano proposto di cancellare lo spettacolo pirotecnico conclusivo e destinare le risorse a un’associazione contro la violenza sulle donne.
L’ipotesi pare non abbia trovato consenso perché eventi e spese erano stati programmati con largo anticipo.
Femminicidio Tania Terrin, nessun segno di colluttazione: cosa è emerso dall’autopsia
Come riportato dall’Ansa, l’autopsia eseguita sul corpo di Tania Terrin ha confermato i segni dello strangolamento e la frattura dell’osso ioide, mentre non sarebbero stati rilevati lividi o graffi compatibili con una lunga resistenza.
Sotto le unghie, tuttavia, sarebbero state individuate fibre, frammenti di pelle e tracce di smalto che verranno analizzate per stabilire se possano essere riconducibili a Keber.
Anche sul corpo del 43enne, trovato impiccato nella sua abitazione di Dolo dopo il delitto, non sarebbero emerse ferite riconducibili a una colluttazione. La Procura ha chiesto che le relazioni definitive vengano depositate entro 30 giorni. Sono inoltre in corso gli esami tossicologici per capire se Tania possa essere stata sedata o se Keber avesse assunto sostanze. Il Ris di Parma sta analizzando anche i bicchieri recuperati nell’abitazione.
Il legale della famiglia, Massimo Pavan, attende inoltre di poter consultare il fascicolo relativo al “codice rosso” e la denuncia presentata da Tania ad aprile. Resta in sospeso anche l’eventuale invio degli ispettori ministeriali negli uffici giudiziari veneziani.
