Francesca Albanese occupa un ruolo di primo piano in qualità di relatrice della Palestina per l’ONU quindi ogni suo intervento è scandagliato da chi è nell’universo Pro-Pal perché teme che nonostante il ruolo che ricopre possa andare contro ciò che promuove nel suo incarico politico ormai da diversi anni.
La cittadinanza onoraria della città di Marzabotto
Francesca Albanese ha ottenuto la cittadinanza onoraria della città di Marzabotto, famosa per le foibe ed il passato della seconda guerra mondiale che resta vivo in tutti per quel evento storico che è ricordato da oltre 80 anni.
Ha infatti avuto modo di riprendere quel ricordo storico e si è detta onorata di ricevere un simile investimento, in particolare per l’importanza del luogo nel ricordare la Resistenza italiana durante la seconda guerra mondiale.
Tuttavia questo incontro importante per lei è passato in secondo piano, dato che è finita al centro di un discorso legato ad un’attività compiuta recentemente al di fuori del suo ruolo professionale.
La foto-copertina ed i vestiti israeliani
Il tema oggetto di critica da parte degli esponenti Pro-Pal è la sua presenza sulla copertina del giornale indipendente “Love Magazine”.
Dalla foto pubblicata e dalle altre presenti all’interno della rivista, i Pro-Pal hanno scandagliato gli abiti e notato che i marchi di alcuni abiti, Loro Piana e Celine, fossero israeliani, difatti appartengono al gruppo del lusso LVMH.
Questa notizia è stata dapprima ripresa dalla rivista Il Foglio e poi da La Verità come riporta La Repubblica, perché tramite diverse app, tra cui Boycat il gruppo Pro-Pal ha potuto constatare la vicinanze, seppur il gruppo ed i marchi non rientrino nella lista ufficiale del movimento (BDS – Boycott, Disinvest, Sanctions).
Per Albanese non si tratta della prima presenza in qualità di modella in una rivista, aveva già fatto discutere la sua presenza sul numero di dicembre 2025 dell’edizione britannica di Vogue.
