Lasciare ombrelloni, lettini e sedie sulla spiaggia durante la notte per trovare al mattino il posto migliore. È la strategia dei cosiddetti “furbetti dell’ombrellone”, un fenomeno sempre più discusso sulle coste italiane e finito anche sotto i riflettori del tabloid tedesco Bild. L’abitudine consiste nel trasformare una porzione di spiaggia libera in una sorta di prenotazione privata, lasciando l’attrezzatura sulla sabbia per assicurarsi un posto in prima fila davanti al mare.
Una pratica che, però, sulle spiagge pubbliche non garantisce alcun diritto di occupazione e che può portare a controlli e sanzioni. Il fenomeno sarebbe favorito anche dai prezzi delle postazioni negli stabilimenti balneari, soprattutto nelle località più turistiche.
La corsa al posto migliore e i controlli sulle spiagge
Secondo la ricostruzione di Bild, il costo di un ombrellone con due lettini può diventare particolarmente elevato in alta stagione.
Ad Alassio, per esempio, il giornale tedesco indica una spesa media di circa 340 euro a settimana per una postazione in prima fila, mentre a Lignano Sabbiadoro il costo scenderebbe a circa 164 euro.
La spiaggia libera diventa così un’alternativa più economica, ma lasciare l’attrezzatura durante la notte può trasformarsi in un’occupazione abusiva dello spazio demaniale.
Per questo le autorità stanno intensificando i controlli in diverse località costiere.
A Peschici rimossi centinaia di oggetti
Tra i casi citati c’è quello di Marina di Peschici, in Puglia, dove sarebbero stati rimossi circa 180 ombrelloni, decine di lettini, oltre 200 picchetti e persino una tenda da campeggio. Una situazione che ha evidenziato quanto il fenomeno possa essere esteso.
Chi lascia abusivamente l’attrezzatura sulla spiaggia rischia multe fino a 200 euro. Nei casi più gravi o reiterati può inoltre configurarsi l’ipotesi di occupazione abusiva di suolo pubblico.
