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Iran minaccia ritorsioni dopo attacco sull'isola di Larak

Iran minaccia ritorsioni dopo attacco sull'isola di Larak

Le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno promesso ritorsioni per l'attacco sull'isola di Larak, mentre il ministro degli Esteri Abbas Araghchi accusa gli Stati Uniti di manipolare i mercati energetici.

Le tensioni tra Iran e Stati Uniti si sono ulteriormente acuite dopo l’attacco sull’isola di Larak. Le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno dichiarato che gli Stati Uniti saranno puniti per questa azione, che ha causato vittime e feriti tra i combattenti e i cittadini iraniani. Nel frattempo, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha accusato gli Stati Uniti di sfruttare la guerra per manipolare i mercati dell’energia.

L’attacco sull’isola di Larak e la promessa di ritorsioni

Le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno definito l’attacco sull’isola di Larak un “atto di aggressione” e hanno promesso che gli Stati Uniti saranno puniti per questa azione. Secondo le prime segnalazioni, l’attacco ha causato la morte di due persone e il ferimento di altre due.

Le Guardie della Rivoluzione hanno affermato che questa azione non rimarrà impunita e che l’aggressore sarà punito.

Accuse di manipolazione dei mercati energetici

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha scritto su X che i servizi di intelligence iraniani hanno rilevato importanti tentativi di manipolare i mercati dell’energia. Araghchi ha accusato esponenti dell’amministrazione statunitense di sfruttare la guerra per influenzare i prezzi energetici.

Secondo Araghchi, elementi del governo degli Stati Uniti utilizzano media creduloni per influenzare i prezzi a proprio vantaggio personale e mantenere il presidente degli Stati Uniti impantanato in una guerra che sta perdendo.

La risposta delle Guardie della Rivoluzione

Le Guardie della Rivoluzione hanno smentito le affermazioni degli Stati Uniti e li hanno accusati di mentire. Hanno dichiarato che il dominio su Hormuz è completamente decisivo e che lo Stretto rimane chiuso a tutte le navi che intendono transitare senza coordinamento con la Repubblica Islamica dell’Iran. Secondo la nota dei Pasdaran, gli Stati Uniti vogliono influenzare il prezzo del petrolio e “coprire i loro fallimenti”.

La situazione in Cisgiordania e a Gaza

Nel frattempo, la situazione in Cisgiordania e a Gaza continua a essere tesa. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha condannato gli atti di violenza commessi da coloni israeliani nelle località palestinesi di Qusra e Jalud. Netanyahu ha affermato che questi atti violano la legge e causano una grave ingiustizia alla comunità ebraica rispettosa della legge. Le forze di sicurezza israeliane sono intervenute rapidamente per porre fine agli incidenti e arrestare i rivoltosi.

Nell’enclave di Gaza, gli attacchi israeliani continuano quasi quotidianamente, nonostante il cessate il fuoco in corso. Almeno una persona è rimasta uccisa in seguito a colpi d’arma da fuoco israeliani ad Al-Musaddar, a est di Deir el-Balah, nella Striscia di Gaza centrale. Gli attacchi israeliani nell’enclave sono proseguiti quasi quotidianamente, nonostante il cessate il fuoco in corso.

Le dichiarazioni del presidente iraniano

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha riconosciuto che le sanzioni statunitensi stanno danneggiando l’economia del Paese. Pezeshkian ha dichiarato che le esportazioni e le importazioni iraniane sono diminuite tra il 25% e il 35%, in concomitanza con il blocco navale imposto dagli Stati Uniti ai porti del Paese. Il presidente si è inoltre espresso a favore di un aumento del prezzo della benzina, tradizionalmente fortemente sovvenzionata in Iran.

Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha dichiarato che l’Iran risponderà “al fuoco con il fuoco” e resisterà anche alle nuove sanzioni secondarie imposte dall’amministrazione di Donald Trump. Araghchi ha ricordato il primo intervento di Usa e Israele, a giugno dello scorso anno, che aveva l’intento di “minare l’unità del popolo iraniano”. L’attacco è fallito e “hanno iniziato a complottare per creare divisioni all’interno del Paese, hanno inviato gruppi armati e hanno cercato di minare la legittimità della Repubblica Islamica creando insicurezza e provocando vittime”, ha spiegato.

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