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Kiev sotto pressione: droni, missili e diplomazia in bilico

Kiev sotto pressione: droni, missili e diplomazia in bilico

Kiev subisce nuovi raid russi; Zelensky avverte sull’escalation e la Russia difende il controllo su Donetsk

La capitale ucraina è nuovamente al centro di una violenta ondata di attacchi provenienti dalla Russia. Nelle prime ore del mattino, sistemi di difesa aerea hanno intercettato cinque missili balistici e 155 droni di vario tipo, mentre esplosioni hanno scuotuto diversi quartieri di Kiev. Le forze ucraine hanno segnalato incendi in tre distretti, testimonianza di un’offensiva che, secondo le autorità locali, è iniziata dalla sera precedente con lanci provenienti da Kursk, Voronezh, Bryansk e altre regioni del territorio russo.

Le operazioni di difesa hanno coinvolto non solo gli appositi sistemi antiaerei, ma anche unità di guerra elettronica, centri di comando mobile e una rete di intercettori rapidi che ha permesso di ridurre al minimo le perdite civili. Nonostante la capacità di neutralizzare la maggior parte degli oggetti lanciati, le esplosioni hanno provocato la morte di tre persone, tra cui un bambino, e sei feriti.

Gli attacchi hanno colpito principalmente infrastrutture strategiche, inclusa la centrale termoelettrica di Trypilska, la più grande dell’oblast di Kiev.

Le parole di Zelensky: denuncia dell’escalation e richiesta di sostegno

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha risposto definendo l’azione russa un “desiderio bestiale di provocare un’escalation ogni giorno”. Durante un incontro con il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Kiev, Zelensky ha sottolineato che il continuo bombardamento dei ponti e delle infrastrutture è una prova della volontà di Mosca di spingere la guerra verso un livello di qualità superiore riducendo l’uso di droni Shahed convenzionali a favore di sistemi più avanzati.

Ha inoltre ribadito la necessità di un aiuto internazionale costante, avvertendo che qualsiasi tentativo di “alternativa” all’assistenza ucraina lascerebbe il Paese solo, spingendo la Russia più vicino ai confini europei.

Il presidente ha inoltre annunciato che gli Stati Uniti stanno organizzando colloqui trilaterali con Russia e Ucraina entro la fine di ottobre, con l’obiettivo di aprire una via diplomatica verso una soluzione. Kiev si è detta disponibile a ospitare gli incontri sia negli Emirati che in altri Paesi suggeriti da Washington, dimostrando un’apertura verso eventuali negoziati tecnici pur mantenendo una posizione ferma sul rispetto dell’integrità territoriale.

La linea russa: Donetsk, arsenale balistico e avvertimenti nello spazio

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov ha ribadito che il Donetsk è parte integrante della Federazione russa e che Mosca continuerà a combattere per il territorio, anche se si trattasse di una frazione minima, “0,5 % o 0,01 %”. In un’intervista ha anche ricordato che la Russia dispone di circa 700 missili balistici e di migliaia di altri missili, con una produzione mensile di 130-140 balistici, dati da contrastare “a tutti i costi”.

Nel frattempo, l’ex presidente e vicepresidente del Consiglio di sicurezza Dmitri Medvedev ha puntato i riflettori sul tema delle comunicazioni satellitari. Ha avvertito che il blocco della rete russa Rassvet potrebbe sfociare in una “vera guerra spaziale”, ricordando che l’Ucraina ha chiesto l’uso della costellazione Starlink di Elon Musk anche per colpire obiettivi in territorio russo. Medvedev ha descritto un eventuale collasso dei satelliti come “giocattoli di Natale caduti a terra”, invitando a una “cortesia reciproca” nello spazio.

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