La storia di Airbnb: quando e come è nato
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La storia di Airbnb: quando e come è nato

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storia di Airbnb

Airbnb è la piattaforma che mette a disposizione alloggi privati agli utenti in viaggio. Sapete qual è la storia del sito? È legata a due studenti con pochi soldi in tasca e un affitto da pagare.

Airbnb è ancora poco usato dai più, ma la sua fetta di pubblico tende ad allargarsi di anno in anno. La piattaforma, infatti, rimane uno degli strumenti utili per organizzare viaggi fai da te con budget limitati. Il sito permette a chiunque di mettere a disposizione la propria casa – o anche solo una camera da letto – per chi fosse in cerca di una sistemazione. Il proprietario stabilisce prezzo e regole, e mette la disponibilità per il periodo di tempo che gradisce. In questo modo, può garantire per se stesso un’entrata in più in famiglia e per gli altri nuove opportunità di soggiorno. Ecco la storia di Airbnb.

Cos’è Airbnb

Airbnb è nato nel 2008 a San Francisco dalla geniale idea di Nathan Blecharczyk, Brian Chesky (oggi CEO della società) e Joe Gebbia. Airbnb è un vero e proprio bazar online di stanze, appartamenti, ville e loft. È, in pratica, una vetrina virtuale con una forte componente social.

In pochi anni, però, ha letteralmente rivoluzionato il modo di viaggiare. Ad oggi è considerato il principale concorrente di siti come Booking e Trivago, che mettono a disposizione degli utenti sistemazioni più tradizionali. Con Airbnb si possono trovare alloggi anche molto convenienti, in posizioni ottime e con un arredamento molto più caldo rispetto alla consueta camera d’albergo.

La storia di Airbnb

La storia di Airbnb nasce coi coinquilini Joe Gebbia e Brian Chesk, freschi di studi alla Rhode island school of design. A fronte di una richiesta di aumento dell’affitto del 25% i due sono sul punto di lasciare la casa. Decidono, invece, di affittare ad estranei gli spazi non sfruttati, offrendo loro un letto gonfiabile per dormire. Creano, dunque, una piattaforma per diffondere la richieste e la pubblicizzano sul loro sito. L’offerta è corredata fotografie della stanza e dei letti (gonfiabili ad aria, da qui il nome “air”). È da questo episodio di vita che i due giovanissimi studenti iniziano la loro avventura.

A loro si affiancherà in seguito il super programmatore Nathan Blecharczyk. Il trio è formato.

Airbnb oggi

Dal 2008, anno di fondazione, AirBnB ha guadagnato 11 milioni di fruitori nel mondo. Si è diffuso in 192 paesi – e l’Italia, in particolare, è stata tra i pionieri – con 600.000 possibili alloggi. Di questi 60.000 sono in Italia, che si posiziona al secondo posto dopo gli Stati Uniti per offerta sul territorio. A dare maggior fiducia agli utenti del sito sono state le recensioni incrociate. Grazie a questo sistema è possibile lasciare commenti sia sulla casa che sul proprietario, il quale, a sua volta, recensisce gli ospiti. Si crea dunque un circolo di feedback tale da consentire a ospiti e proprietari di accettare richieste in piena sicurezza. Così, andando sul sito, si può scegliere qualsiasi soluzione per i viaggi e gli spostamenti in economia, dai loft industriali alle case nei boschi, in uno dei tanti Paesi presenti nella piattaforma stessa.

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