Capri, l’isola incastonata nel golfo di Napoli, è famosa in tutto il mondo per la sua bellezza paesaggistica e la sua storia. Ma negli ultimi anni, un problema sta mettendo a dura prova l’equilibrio naturale dell’isola: la proliferazione incontrollata delle capre. Questi animali, un tempo simbolo di Capri, stanno causando gravi danni alla vegetazione del Monte Solaro in particolare ad Anacapri.
Le capre sono sempre state presenti sull’isola, ma negli ultimi anni il loro numero è aumentato in modo significativo. La situazione è diventata critica, con danni evidenti alla flora locale e un impatto sempre più pesante sull’ecosistema fragile del Monte Solaro.
La proliferazione incontrollata delle capre
La presenza delle capre a Capri risale a secoli fa, ma negli ultimi anni la loro popolazione è cresciuta in modo esponenziale.
Una parte di queste capre sarebbe stata importata sull’isola in occasione delle riprese del film Capri-Revolution () di Mario Martone. Alcuni esemplari, utilizzati nella produzione cinematografica, sarebbero poi rimasti sul territorio del Monte Solaro, incrociandosi con le capre autoctone e moltiplicandosi rapidamente.
L’Asl Veterinaria Napoli 1 Centro aveva previsto la sterilizzazione dei maschi per contenere la riproduzione incontrollata, ma questa misura non sembra aver prodotto i risultati sperati.
Il sindaco di Anacapri, Franco Cerrotta si è opposto al trasferimento delle capre sulla terraferma, anche alla luce di una petizione che ha raccolto oltre 5.000 firme contrarie alla deportazione degli animali.
I danni alla vegetazione
Il procuratore generale di Napoli, Aldo Policastro ha descritto una situazione ormai difficile da ignorare. Secondo Policastro, le capre sono in un numero impressionante per un ecosistema fragile come quello del Monte Solaro. Ovunque sono evidenti i segni del loro passaggio: vegetazione divorata, arbusti spogliati, giovani piante che non riescono a crescere, muretti a secco trasformati in pietraie e rocce lesionate o divelte, con il pericolo di rotolamento a valle.
Nessuno intende demonizzare questi animali, ma quando la loro presenza diventa così massiccia da compromettere l’equilibrio ambientale, si impone una soluzione. Ignorare il problema non è mai una buona scelta. Monte Solaro non è soltanto il panorama più bello di Capri, è memoria, natura e appartenenza. Per questo occorre affrontare con serietà il problema della proliferazione delle capre, prima che il loro impatto diventi irreversibile.
Le soluzioni proposte
Sul caso è intervenuta Stella Cervasio presidente di un’associazione animalista ed ex garante degli animali del Comune di Napoli. Cervasio ha chiarito che non era assolutamente intenzione di Policastro indurre le autorità competenti a prendere provvedimenti contrari alla tutela e al benessere animale.
La proposta delle associazioni animaliste è precisa: puntare sulla sterilizzazione dei maschi, misura già individuata dalle autorità veterinarie. Secondo Animal Day Aps l’intervento dovrebbe essere effettuato rapidamente, considerando il rischio di una crescita molto rapida della popolazione caprina. Gli animalisti mettono inoltre in guardia dall’ipotesi di un intervento attraverso l’attività venatoria, annunciando iniziative giudiziarie nel caso in cui venissero adottati provvedimenti ritenuti lesivi del benessere degli animali.
Resta poi aperto un altro interrogativo: quello sull’origine della presenza dei caprini non autoctoni introdotti sull’isola. Secondo Cervasio, sarebbe necessario accertare responsabilità e modalità dell’introduzione degli animali. Anche il cinema, seppure industria redditizia in Campania, dovrebbe agire sempre coadiuvato da esperti, nelle proprie realizzazioni. Altrimenti i risultati sono questi. Guai, e non solo per gli animali.
