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Legge elettorale e crisi nella Lega: cosa aspettarsi a settembre

Legge elettorale e crisi nella Lega: cosa aspettarsi a settembre

Il rientro del Parlamento a settembre sarà segnato da tensioni interne e riforme cruciali, con la legge elettorale e la crisi nella Lega al centro dell'attenzione

Il rientro del Parlamento italiano il 9 settembre segnerà l’inizio di un mese intenso, caratterizzato da riforme cruciali e tensioni interne ai partiti. Tra le questioni più spinose ci sono la legge elettorale e lo scostamento di bilancio per le spese energetiche e militari. Ma non solo: anche i partiti dovranno affrontare sfide interne, in particolare la Lega di Matteo Salvini, in crisi, e il centrosinistra, che deve decidere chi candidare alla presidenza del Consiglio.

La legge elettorale: una riforma controversa

La legge elettorale è il tema più delicato. La presidente del Consiglio Giorgia meloni ha dimostrato di tenerci moltissimo e vuole approvarla in tempi rapidi, anche a costo di forzature con gli alleati. Tuttavia, all’interno di Forza Italia e della Lega ci sono forti resistenze, soprattutto riguardo all’introduzione delle preferenze il meccanismo che permette agli elettori di indicare direttamente il candidato sulla scheda elettorale.

Fratelli d’Italia aveva tentato di inserire le preferenze attraverso un emendamento non condiviso con Lega e Forza Italia. L’emendamento fu bocciato alla Camera, dove si vota a scrutinio segreto, e il governo fu battuto in modo clamoroso. Meloni intende riproporre lo stesso emendamento al Senato, dove il voto segreto non è previsto, ma la Lega e Forza Italia rimangono contrarie.

A fine luglio, Forza Italia è riuscita a ritardare i tempi della discussione, rinviando all’inizio di settembre il termine per la presentazione degli emendamenti.

Le tensioni interne alla Lega

Le tensioni all’interno della Lega sono ormai evidenti. Una parte dei dirigenti del Nord, guidati da Attilio Fontana e Massimiliano Romeo chiede la ridiscussione di programmi, obiettivi e organismi direttivi, mettendo in dubbio anche la permanenza di Matteo Salvini come segretario federale. Tra i senatori più leali a Salvini, c’è chi invoca la rimozione di Romeo da capogruppo al Senato. Altri esponenti di peso guardano altrove, come a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci o a nuove esperienze.

Mercoledì, Raffaele Volpi ex sottosegretario alla Difesa, ha annunciato la creazione di un nuovo movimento, Area Liberale Federalista. Tutti aspettano di capire le prossime mosse di Luca Zaia e Massimiliano Fedriga che stanno valutando di chiedere l’indizione di un congresso straordinario. Tutte queste tensioni raggiungeranno il loro apice in vista del raduno di Pontida previsto per il 20 settembre.

Le sfide economiche e lo scostamento di bilancio

Oltre alle tensioni interne, il governo dovrà affrontare sfide economiche importanti. Prima della definizione della legge di bilancio, il governo dovrà negoziare con la Commissione Europea un indebitamento eccezionale fino a circa 35 miliardi di euro per i prossimi 3 anni, di cui circa 14 da destinare, già nel 2027, a investimenti per l’emergenza energetica e per la difesa. Le decisioni saranno condizionate dall’esito di una revisione dei saldi di finanza pubblica, che determinerà se l’Italia otterrà una fuoriuscita dalla procedura europea per deficit eccessivo.

Nella prima decade di ottobre, il governo dovrà riferire in parlamento sul dettaglio delle misure concordate con l’Unione Europea, sui modi e sui tempi con cui verranno spese le risorse negoziate. Per farlo, dovrà ottenere una specifica autorizzazione per indebitarsi più del previsto, attraverso la procedura del cosiddetto scostamento di bilancio un passaggio sempre delicato che prevede il voto favorevole di una maggioranza qualificata.

In particolare, visto che dalla definizione dello scostamento dipenderà poi quella della legge di bilancio per il 2027, l’ultima di questo governo e quella con cui i partiti di maggioranza si prepareranno alla campagna elettorale, c’è chi ci arriva nel caos.

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