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Paola Ferrari: il suo seno e le inquadrature vietate al regista
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Paola Ferrari: il suo seno e le inquadrature vietate al regista

Paola Ferrari, giornalista sportiva Rai da 30 anni, parla della differenza tra giornalista e showgirl. E del divieto di inquadrare il suo seno

Paola Ferrari, giornalista 52enne e in Rai da 31 anni, è uno dei volti più celebri del giornalismo sportivo italiano. Oggi, affiancata da Alberto Rimedio, conduce il magazine Champions League su Rai1, con degli ottimi risultati di ascolto. La 52enne, che si definisce prima una giornalista e poi una conduttrice, intervistata dal quotidiano Il Tempo, spiega infatti che “Mi considero una giornalista, e con questo mestiere non puoi perdere il contatto con la gente, con la realtà, altrimenti non sei un giornalista”.

Nessuna inquadratura del seno

Insomma, secondo Paola Ferrari, una giornalista sportiva non dovrebbe focalizzarsi troppo sull’aspetto fisico. E infatti ci tiene particolarmente a precisare come “Al mio regista ho imposto di non fare panoramiche o piani all’americana, pur avendo una quinta di reggiseno”.

Qualche erede in vista?

Un problema che si pone quando le viene chiesto chi potrebbe essere una sua degna erede. Fattole il nome di Belen, la Ferrari non nasconde un certo disaccordo.

“È una showgirl”, afferma categoricamente. “Noi dobbiamo essere padrone di casa competenti e credibili”, prosegue la giornalista, “Sono anni che prendo parte a commissioni dove si discute il ruolo della donna nelle trasmissioni di calcio, e da trent’anni mi batto per una emancipazione delle presenze femminili nel giornalismo sportivo”. E conclude spiegando che “Abbiamo ottenuto molto, però quando mi guardo intorno e vedo dei passi indietro mi dispiace e lo dico”.

Il parere su CR7

La giornalista sportiva ha inoltre espresso un parere sulla vicenda che ha visto Cristiano Ronaldo venire accusato di stupro. Pur non volendo scendere nel dettaglio, non conoscendo i particolari della vicenda, si sente di esprimersi in favore di CR7. E afferma che “Le donne hanno il diritto di denunciare quando se lo sentono, anche a distanza di anni. Ci possono essere mille ragioni per cui non lo fanno subito. Tuttavia è altrettanto vero che quando una donna si rivolge prima agli avvocati suscita qualche dubbio”.

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