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Luca S. Micheli: “Dalla voce del podcast compongo musiche che emozionano”

“Oltre il confine (Musiche originali del podcast)” è il nuovo album di Luca S. Micheli. All'interno ci sono le musiche del podcast di Matteo Caccia.

Luca S. Micheli nuovo album
Luca S. Micheli nuovo album

La musica è degna accompagnatrice delle avventure più interessanti e profonde. Dolce per le storie più struggenti, grintosa e adrenalinica per quelle più avventurose. Sa catapultarci in un alone di malinconia o in un universo energico e avvolgente. Lo sa bene Luca S.

Micheli, che nell’intervista esclusiva ha parlato del suo nuovo album, “Oltre il confine (Musiche originali del podcast)”. Il disco è composto da tredici tracce strumentali che fanno da colonna sonora alle dieci puntate del podcast Audible Original “Oltre il Confine” di Matteo Caccia, che racconta la storia di Karim Franceschi, nato a Casablanca (Marocco) e cresciuto a Senigallia, che a 25 anni decide di lasciare l’Italia e partire per la Siria.

Il suo desiderio era combattere contro l’ISIS e salvare un popolo martoriato da anni di guerra civile. Luca non è solo music producer e sound designer, ma anche regista radiofonico, autore e compositore sigle e musica per la radio, tv e podcast. Nel 2012 è impegnato nel tour “Una voce non basta Tour” di Pacifico, con cui aveva già collaborato. Nel 2018 firma la regia e compone le musiche dell’ultimo episodio di “Veleno”, la serie audio di Pablo Trincia e Alessia Rafanelli.

Un anno dopo, per Audible, lavora al suono e alle musiche delle serie “Buio” e “Le guerre di Anna” di Pablo Trincia. Nel 2020 scrive la sigla per la prima serie podcast di Alberto Angela “Cleopatra donna e regina”, per cui lavora anche come sound designer. A settembre 2020 è sul palco del Piccolo Teatro Strelher con Roberto Saviano per il lancio del suo podcast “Le mani sul mondo”, per il quale lavora alle musiche e al sound design.

Sull’ispirazione dalla quale prende forma il suo album, ha dichiarato: “Un volo notturno sopra Kobane e dentro la voce di Karim. La musica è stata composta sul racconto del protagonista, suonando sulle sue parole e sui suoi silenzi. Le atmosfere cupe, venate di malinconia ci restituiscono le scene di una guerra che sembra lontana e accompagnano il protagonista e chi ascolta alla fine delle proprie certezze, oltre il proprio confine. Qui la voce di Karim è assente, non abbiamo una guida, siamo dentro un’immagine sfuocata, crepuscolare che possiamo provare a capire lasciandoci guidare dalla musica. Credo che Emiliano Ponzi si sia lasciato guidare, la sua immagine sembra nascere dal suono del disco”.

Alle sue parole fanno eco quelle di Matteo Caccia, che ha commentato: “Quando penso a un racconto audio, fatto di voci e di persone che parlano, non riesco a non pensarlo con i suoni e le musiche di Luca che legano e accompagnano tutto. Luca non è solo un sound designer, Luca è un autore. Lavora con la musica per muovere la storia, per aprirla, chiuderla, sospenderla. Il suo lavoro crea un linguaggio nuovo che si mescola con le parole, e insieme danno vita ad un nuovo mondo sonoro. Il fatto che le musiche di “Oltre il confine” diventino un disco sancisce la sua levatura autorale”.

Luca S. Micheli, il suo nuovo album

Luca S. Micheli ha parlato del suo nuovo album, “Oltre il confine (Musiche originali del podcast)”, spiegando il progetto portato avanti per la sua realizzazione. La musica è uno strumento essenziale per i podcast, che si servono solo della parola. Cerco di ricamare e costruire attorno alle parole. Mi lasco influenzare anche dalla voce di chi racconta. C’è chi ha la voce più ipnotica, come Karim, chi invece ha un tono più suadente, travolgente, erotico o allegro. Ho voluto realizzare una colonna sonora per sottolineare il valore della musica insieme alla sceneggiatura. Vale già per il cinema e la tv e può essere fatto anche per il podcast. Tutte le musiche presenti nel disco sono nel podcast di Matteo Caccia. Spesso mi serve un suono che possa fare da ponte tra un capitolo e l’altro o che sottolinei in maniera delicata un determinato passaggio. Sono musiche molto d’atmosfera. Non voglio essere un semplice musicista: mi metto al servizio della storia, senza prevaricare. Voglio solo aiutare il racconto. Anche con Pablo Trincia ci siamo detti che musica e testi devono viaggiare insieme, senza disturbarsi. L’esperienza di ascolto, così facendo, deve essere completa ed emotivamente importante. In alcuni momenti si vuole sottolineare più la paura, in altri il ricordo”.

“Musicalmente sono molte le scelte che possono essere fatte: è anche un lavoro di regia. Cerco di commentare la storia in modo diverso a seconda di come si vuole vestirla. Una storia d’amore finita male, per esempio, può essere contestualizzata in maniera molto diversa. Si può restare proiettato sulla sofferenza dell’uomo rimasto solo. Oppure può essere preso un po’ in giro. E così si cambia la chiave di lettura”, ha aggiunto.

Luca S. Micheli nuovo album

Quindi ha ribadito: “Per comporre musiche per podcast parto dalla voce di chi lo realizza. In base alle sensazioni che trasmette ne nasce una musica. Solitamente non inizio a fare niente finché non sento la voce di chi parla. Ci tengo a muovermi attorno alla storia e accompagnare le parole.

Luca S. Micheli nuovo album

Tra radio e podcast

“Il podcast si rifà alla radio più originaria. È un po’ un ritorno al passato. Ho iniziato a lavorare in radio grazie a uno stage. C’è un punto in comune tra la storia della radio e il presente del podcast”, ha spiegato. Quindi ha precisato: “Oggi in radio ci sono almeno due conduttori che parlano, danno notizie e lanciano le canzoni. La musica è spesso un sottofondo che è sconnesso dagli argomenti trattati. Non svolge una funzione di commento. Nel podcast di narrazione, invece, ha un’altra centralità. La radio, inoltre, fa leva su una fidelizzazione quotidiana. Il podcast, invece, viene cercato autonomamente dall’utente. L’ascoltatore della radio deve essere tenuto incollato. Il podcast ha un vantaggio: è l’ascoltatore a cercarlo. Chi fa il podcast quindi, può permettersi di procedere secondo ritmi diversi, più lenti, offrire il suo personale punto di vista. Svolge una funzione di accompagnatore e permette un approfondimento maggiore. Quasi come se si trattasse di un libro. Bisogna fidarsi della voce di chi fa il podcast, che ascoltiamo ininterrottamente per 40 minuti. Senza musiche di mezzo né telegiornali ogni ora”.

Luca S. Micheli nuovo album

Così Luca S. Micheli ha parlato non solo del nuovo album, ma anche del suo lavoro tra radio e podcast, che per lui “vivrà presto una nuova evoluzione. Rispetto a non molti anni fa, quando il mondo dei podcast era un po’ una giungla, i prodotti realizzati sono più belli e meglio fatti”. Quindi ha commentato:Vedo un futuro roseo: penso crescerà ulteriormente sia in termini di ascolto sia in termini di target. La radio ha un target abbastanza in là con l’età, circa dai 30 ai 60 anni. Il target del podcast, invece, è più giovane: non appena anche le persone più “anziane” capiranno di cosa si tratta, se ne avvicineranno, così come sono rimaste vicine e fedeli alla radio. E pur sempre di audio si tratta”.

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