Il rientro dall’Africa si è trasformato in una disavventura per Manuel Bortuzzo, che all’arrivo a Fiumicino ha ritrovato la sua carrozzina gravemente danneggiata e inutilizzabile. Il nuotatore ha denunciato l’accaduto sui social.
La carrozzina di Manuel Bortuzzo danneggiata dopo il volo da Zanzibar
Il nuotatore paralimpico, partito per un viaggio tra Zanzibar e Tanzania insieme alla fidanzata Serena Padovano, è atterrato a Fiumicino la sera del 15 agosto, dopo circa nove ore di viaggio con Ethiopian Airlines e uno scalo ad Addis Abeba.
La carrozzina, affidata al personale al momento del check-in a Zanzibar e trasportata in stiva, avrebbe dovuto essere riconsegnata nell’area dedicata ai bagagli speciali. All’arrivo, però, gli addetti di Adr lo hanno informato del grave danneggiamento: il telaio in carbonio risultava spezzato in due, rendendo di fatto la sedia a rotelle inutilizzabile.
Bortuzzo ha potuto constatare personalmente le condizioni della carrozzina una volta raggiunto il finger, senza però riuscire a capire in quale momento del viaggio si sia verificata la rottura. Il nuotatore ha quindi avviato una pratica per ottenere un rimborso dalla compagnia aerea, dalla quale, secondo quanto raccontato al Corriere della Sera, non avrebbe ancora ricevuto risposta.
In assenza di riscontri, ha spiegato di essere pronto a rivolgersi alla polizia.
Manuel Bortuzzo, lo sfogo dopo l’incidente alla carrozzina in volo: “Vergogna, sono le mie gambe”
Dopo aver documentato l’accaduto con foto e video sui social, Bortuzzo ha deciso di rendere pubblica la vicenda per richiamare l’attenzione su un problema che riguarda molte persone con disabilità. “Una carrozzina per chi è obbligato a starci sopra è una cosa troppo importante e delicata e va trattata con rispetto e cura. Sono le nostre gambe, la nostra libertà“, ha scritto su Instagram. Il nuotatore si è chiesto cosa sarebbe accaduto se il danno si fosse verificato all’inizio della vacanza: “Fosse successo all’andata? Come facevo otto giorni lì così? La carrozzina è inutilizzabile“.
Una sedia realizzata su misura può infatti costare migliaia di euro e rappresenta per chi la utilizza quotidianamente uno strumento essenziale per mantenere autonomia e libertà di movimento. Bortuzzo, che può contare su una seconda carrozzina, ha sottolineato come molte altre persone non abbiano la stessa possibilità. Dopo il suo racconto avrebbe ricevuto centinaia di messaggi e testimonianze di viaggiatori alle prese con sedie a rotelle danneggiate, smarrite o riconsegnate dopo giorni. “Non è accettabile che nel 2026 vengano trattate con tale superficialità“, ha denunciato, aggiungendo: “Io sono fortunato, ma è giusto parlarne per tutte quelle persone che questa fortuna non ce l’hanno“.
Bortuzzo utilizza la carrozzina dal 2019, quando rimase gravemente ferito durante una sparatoria avvenuta nella notte tra il 2 e il 3 febbraio nella zona dell’Axa, tra Eur e Ostia, a Roma. Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, a bordo di uno scooter, spararono contro il nuotatore e l’allora fidanzata Martina Rossi, rimasta illesa. Un proiettile raggiunse Bortuzzo alla schiena provocandogli una lesione midollare e la paraplegia. I due giovani, che hanno sempre sostenuto di aver colpito il nuotatore per errore, sarebbero stati successivamente condannati a 16 anni di reclusione per duplice tentato omicidio aggravato dalla premeditazione.
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