Migranti, Vienna riprende i trasferimenti verso l’Italia: quattro richiedenti asilo sono già stati rimandati nel nostro Paese, sulla base delle nuove regole europee entrate in vigore a giugno.
I dati Eurostat sui migranti e il confronto tra Roma e Berlino
Secondo gli ultimi dati Eurostat relativi al 2025, l’Italia è stata il Paese dell’Unione europea destinatario del maggior numero di richieste di ripresa in carico: 24.152, a fronte di appena 85 trasferimenti effettivamente accettati.
Sul fronte opposto, la Germania è lo Stato che ha inoltrato più domande verso altri Paesi, complessivamente 35.993, con 5.377 trasferimenti portati a termine. Proprio la gestione dei “dublinanti” resta al centro di un confronto tra Roma e Berlino, nonostante l’intesa raggiunta lo scorso dicembre. Per il governo italiano, l’entrata in vigore del nuovo Patto europeo il 12 giugno avrebbe di fatto azzerato le pendenze relative ai movimenti secondari precedenti a quella data.
Berlino sostiene invece una lettura differente e ha chiesto all’Italia di riprendere in carico tre migranti arrivati prima del 12 giugno.
Il nuovo sistema europeo conserva il principio secondo cui la domanda di protezione deve essere generalmente esaminata dal Paese di primo ingresso, ma punta a rendere più rapide le procedure per riportare i richiedenti asilo nello Stato competente.
Allo stesso tempo, il Patto amplia alcune eccezioni che possono attribuire la responsabilità a un Paese diverso, per esempio in presenza di determinati legami familiari. In questo quadro si inserisce la decisione di Vienna di riattivare i trasferimenti verso l’Italia, aggiungendosi alle iniziative già intraprese da Germania e Svizzera.
Migranti, Vienna segue Germania e Svizzera: ripartono i trasferimenti in Italia
Anche l’Austria ha ricominciato a trasferire in Italia alcuni richiedenti asilo. A riferirlo è l’agenzia austriaca Apa, secondo cui quattro persone sono già state rimandate nel nostro Paese. Fonti del ministero dell’Interno di Vienna spiegano che la scelta segue le iniziative già annunciate da Germania e Svizzera e viene applicata alla luce del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, entrato in vigore il 12 giugno. Per effettuare i trasferimenti le autorità austriache stanno utilizzando i normali mezzi pubblici, fornendo agli interessati biglietti ferroviari o per gli autobus necessari a raggiungere l’Italia. Dal governo italiano, interpellato sulla vicenda, al momento non sono arrivati commenti.
I trasferimenti riguardano i cosiddetti “dublinanti”, cioè richiedenti asilo che, dopo essere stati identificati e aver presentato domanda di protezione in un primo Stato europeo, si spostano in un altro Paese e avviano lì una nuova procedura. In base alle regole europee, la responsabilità dell’esame della richiesta ricade generalmente sullo Stato di primo ingresso, motivo per cui i Paesi maggiormente esposti agli sbarchi, tra cui l’Italia, ricevono numerose richieste di riammissione legate ai cosiddetti movimenti secondari. Lo Stato nel quale il migrante presenta successivamente domanda può infatti chiedere al Paese competente di riprenderlo in carico.
