La Germania si prepara a riattivare i trasferimenti dei richiedenti asilo verso l’Italia, dopo quasi quattro anni di sostanziale stop. Il primo caso riguarda una 22enne somala, arrivata in Germania dopo essere transitata dall’Italia, che sarà trasferita nel nostro Paese il 19 agosto: Berlino considera infatti l’Italia responsabile dell’esame della sua domanda d’asilo.
Germania, ripartono i trasferimenti verso l’Italia: il primo caso il 19 agosto
La Germania si prepara a riattivare i trasferimenti dei richiedenti asilo verso l’Italia, riaprendo un dossier rimasto sostanzialmente fermo per quasi quattro anni. La decisione del governo guidato dal cancelliere Friedrich Merz potrebbe creare un nuovo fronte per Giorgia Meloni sul tema dell’immigrazione, proprio mentre Roma è impegnata nel confronto con la Spagna di Pedro Sánchez sulla gestione dei flussi migratori e dei cosiddetti movimenti secondari.
Il primo trasferimento è già stato programmato per mercoledì 19 agosto 2026 e riguarda Abdirisaq Warsame, una cittadina somala di 22 anni. La giovane è arrivata in Germania il 31 marzo, dopo essere transitata dall’Italia, e ha successivamente presentato domanda di protezione sul territorio tedesco. Secondo le autorità di Berlino, però, sarebbe l’Italia il Paese competente a esaminare la sua richiesta.
Warsame si trova attualmente in un centro di accoglienza a Niederwerrn, in Baviera. È fuggita dalla Somalia per sottrarsi a un matrimonio combinato e in Germania vivono già la madre, il fratello e altri familiari.
Il 25 giugno alla ragazza è stata notificata la decisione delle autorità tedesche. Nel documento si leggerebbe: “Mercoledì 19 agosto – lei sarà trasferita in Italia. La polizia la verrà a prendere”. Una richiesta formale di presa in carico era già stata trasmessa alle autorità italiane e, trascorse le due settimane previste senza una risposta, è scattato il silenzio-assenso. La Germania ha quindi considerato accettata la richiesta, sostenendo che la giovane “è di competenza dell’Italia” e che “non ci sono i presupposti” per la sua domanda d’asilo in territorio tedesco.
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Il caso della 22enne potrebbe rappresentare soltanto il primo tassello di una nuova politica tedesca. Al centro della questione ci sono i cosiddetti “dublinanti”, cioè i richiedenti asilo che si trovano in uno Stato membro diverso da quello ritenuto responsabile della loro domanda. Il meccanismo, disciplinato finora dal Regolamento di Dublino, stabilisce infatti che una persona entrata nell’Unione europea attraverso un determinato Paese possa essere trasferita nuovamente lì quando ricorrono le condizioni previste dalla normativa.
L’Italia aveva comunicato il 5 dicembre 2022 la temporanea indisponibilità ad accettare i trasferimenti in ingresso, motivando la decisione con la forte pressione sul sistema di accoglienza e con la carenza di posti disponibili. Da quel momento le procedure di trasferimento verso il nostro Paese sono rimaste in larga parte congelate. Secondo i dati riportati, tra il 2016 e il 2025 sono arrivate via mare in Italia circa 833mila persone, mentre gli altri Stati dell’Unione hanno chiesto a Roma di prendere in carico oltre 350mila richieste di asilo presentate inizialmente nel nostro Paese.
Ora Berlino sembra intenzionata a cambiare approccio. Un portavoce del ministero dell’Interno tedesco ha spiegato che “un sistema di Dublino funzionante è la premessa per il successo della Riforma dell’asilo europeo (Geas)”, aggiungendo che la Germania “si aspetta che i trasferimenti in Italia e Grecia vengano ripristinati”. La posizione tedesca si inserisce nel nuovo quadro europeo: dal giugno 2026 è diventata operativa gran parte del nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo e dal primo luglio è entrato in applicazione il nuovo regolamento destinato a sostituire il sistema di Dublino.
L’obiettivo dell’Unione è rendere più rapide le procedure per individuare lo Stato competente e limitare gli spostamenti non autorizzati dei richiedenti asilo tra i Paesi membri. Il caso Warsame resta formalmente legato alle vecchie regole, perché la sua procedura era iniziata prima del pieno passaggio al nuovo sistema. Sul piano politico, tuttavia, potrebbe anticipare una nuova fase: Berlino chiede procedure “vincolanti e praticabili” e considera il ritorno effettivo dei trasferimenti verso Italia e Grecia una condizione necessaria per evitare che le nuove norme europee restino soltanto sulla carta.
