> > Missile Houthi colpisce l’aeroporto King Khalid di Riyadh, 12 morti

Missile Houthi colpisce l’aeroporto King Khalid di Riyadh, 12 morti

Missile Houthi colpisce l’aeroporto King Khalid di Riyadh, 12 morti

L’attacco a Riyadh ha scosso la regione: vittime, accuse di crimine di guerra e la possibile risposta americana.

Sabato 10 ottobre l’aeroporto internazionale King Khalid di Riyadh è stato colpito da un missile balistico lanciato dai ribelli Houthi. L’attacco ha provocato la morte di 12 persone e 309 feriti, tra cui quattro cittadini sauditi, otto stranieri e un cittadino statunitense. Le autorità per l’aviazione civile saudite (GACA) hanno confermato danni materiali significativi e la sospensione temporanea di tutti i voli in entrata e in uscita dall’aeroporto.

Dati dell’attacco e prime dichiarazioni della coalizione

Il portavoce della coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita, Turki al-Malki, ha definito l’azione dei Houthi un “crimine di guerra” contro un terminal passeggeri. La coalizione ha promesso una risposta “con fermezza” e ha già annunciato l’intercettazione di un altro missile balistico nella zona sud-est della capitale, nei pressi della base aerea Prince Sultan.

Queste operazioni mostrano la determinazione di Riyadh a difendersi da ulteriori attacchi e a proteggere le infrastrutture civili.

Intercettazione del missile balistico

Secondo le comunicazioni ufficiali, i sistemi di difesa aerea sauditi hanno individuato e distrutto il proiettile prima che potesse raggiungere il centro urbano di Riyadh. L’intercettazione è avvenuta a breve distanza dalla base Prince Sultan, riducendo il rischio di ulteriori vittime civili.

L’incidente evidenzia la crescente capacità di difesa della coalizione, ma anche la persistenza della minaccia lanciata da una fazione che, pur operando da Yemen, riesce a colpire obiettivi a centinaia di chilometri di distanza.

Reazioni internazionali e possibile coinvolgimento statunitense

L’Onu, attraverso l’inviato speciale per lo Yemen Hans Grundberg, ha definito l’attacco una “grave escalation” del conflitto, accusando i Houthi di aumentare la pericolosità per la sicurezza regionale. Parallelamente, il presidente degli Stati Uniti donald trump ha commentato l’accaduto definendolo “terribile” e “inaccettabile”, assicurando di aver avviato contatti diretti con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman per valutare possibili contromisure militari.

Le parole di Donald Trump

In una conferenza stampa, Trump ha dichiarato: “Parlerò con bin Salman. Vedremo cosa succede”, suggerendo la disponibilità degli USA a unirsi a un eventuale raid contro i ribelli Houthi in Yemen. Il presidente ha aggiunto che gli Stati Uniti stanno investigando sull’incidente e potrebbero agire “molto rapidamente” se necessario, lasciando aperta la porta a un coinvolgimento più attivo nella regione.

Nel frattempo, le forze armate saudite hanno intensificato le operazioni militari nello Yemen, mentre l’azienda di petrolio è stata colpita da un’esplosione in una superpetroliera nello Stretto di Hormuz, secondo i media iraniani. Inoltre, le tensioni si sono estese al Libano meridionale, dove le forze israeliane hanno bombardato le località Mayfadoun e Zawtar al-Sharqiyah, ampliando ulteriormente il panorama di instabilità nella zona del Golfo.

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