> > Mladić in fin di vita: la Serbia chiede il trasferimento, le vittime reagiscono

Mladić in fin di vita: la Serbia chiede il trasferimento, le vittime reagiscono

Mladić in fin di vita: la Serbia chiede il trasferimento, le vittime reagiscono

Il presidente serbo Aleksandar Vučić chiede il trasferimento di Ratko Mladić in Serbia per motivi umanitari, mentre le associazioni delle vittime si oppongono fermamente.

Il dibattito intorno al destino di Ratko Mladić il generale serbo-bosniaco condannato all’ergastolo per genocidio e crimini di guerra durante la Guerra di Bosnia del 1992-1995, ha riacceso le tensioni nei Balcani. Il presidente serbo Aleksandar Vučić ha recentemente espresso il suo profondo rammarico per la decisione del Meccanismo Internazionale Residuo per i Tribunali Penali dell’Aia di non consentire il trasferimento di Mladić in Serbia, nonostante le gravi condizioni di salute del condannato.

Vučić ha dichiarato che Mladić, 84 anni è in fin di vita e che il rifiuto del trasferimento è basato su principi disumani. La richiesta di trasferimento è stata avanzata dopo che il figlio di Mladić, Darko ha riferito che il padre ha subito un secondo ictus di recente. Il ministro della Giustizia serbo, Nenad Vujić ha aggiunto che il trasferimento non è tanto per le cure mediche, quanto per permettere a Mladić di trascorrere i suoi ultimi giorni in un ambiente tranquillo, circondato dalla sua famiglia.

Le ragioni legali del rifiuto

Le due ONG bosniache, l’Associazione delle vittime e dei testimoni del genocidio e il Movimento delle madri delle enclavi di Srebrenica e Žepa hanno risposto con una dichiarazione congiunta, spiegando le ragioni legali per cui il Meccanismo non può accogliere gli appelli pubblici. Secondo le ONG, Mladić resta in carcere nonostante le sue gravi condizioni di salute, dopo che l’ultimo appello per la sua scarcerazione per motivi umanitari è stato respinto lo scorso maggio dall’Aja.

Il ministro Vujić ha espresso il suo rammarico nei confronti della presidente del Meccanismo, Gracijela Gati Santana sottolineando che un’assistenza medica adeguata è parte integrante del trattamento umano, ma non esaurisce i requisiti della dignità umana, soprattutto quando la vita di una persona si misura in giorni.

Le reazioni delle vittime

Le parole di Vučić hanno suscitato forte indignazione tra le vittime e i sopravvissuti. L’Associazione delle vittime e dei testimoni del genocidio e le Madri delle enclave di Srebrenica e Žepa hanno definito le dichiarazioni di Vučić una provocazione. Šehida Abdurahmanović, una delle Madri, ha affermato che la richiesta di trasferimento è inaccettabile, considerando i crimini commessi da Mladić.

L’intellettuale Dragan Bursać ha aggiunto che Vučić non comprende la gravità dei crimini commessi da Mladić, sottolineando che durante la guerra a migliaia di innocenti non è stata concessa un’altra settimana di vita. Bursać ha chiesto a Vučić di trovare una risposta a questa domanda per capire perché Mladić si trova ancora nel luogo in cui la sentenza definitiva lo ha posto.

Il caso di Nebojša Pavković

Vučić ha citato il caso di Nebojša Pavković ex capo di Stato maggiore jugoslavo, condannato a 22 anni per crimini di guerra e rilasciato nel per ragioni di salute. Pavković è morto a Belgrado un mese dopo il suo rilascio. Vučić ha sostenuto che anche Mladić dovrebbe essere rilasciato prima che muoia, per permettergli di trascorrere i suoi ultimi giorni in patria, accanto alla sua famiglia.

Il ministro della Giustizia della Republika SrpskaGoran Selak ha affermato che le condizioni di Mladić sono estremamente gravi e che l’ex generale può ormai sperare solo in cure palliative. Selak ha anticipato che Banja Luka tenterà ancora una volta di convincere il Meccanismo a rilasciare Mladić.

Il dibattito intorno al destino di Mladić continua a dividere l’opinione pubblica, con le vittime e i sopravvissuti che si oppongono fermamente al trasferimento, mentre le autorità serbe insistono sulla necessità di un approccio umano verso il condannato in fin di vita.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app