Il caldo di questi giorni porta le persone a cercare vie alternative per combatterlo ed una delle più comuni è quella di tuffarsi nei canali d’acqua presenti sul territorio italiano ma spesso si verificano eventi che non erano stati preventivati dato che la corrente di quel tipo di acque è capace di portare lontano i corpi che poi non possono essere recuperati.
Caldo e corsi d’acqua, le trappole invisibili
L’ondata di calore sta monopolizzando tutto il paese e per questo motivo oltre agli avvisi di non uscire nelle ore più calde se si è in giro si cercano dei modi per respirare anche solo per un attimo e recuperare le forze.
Uno dei metodi più utilizzati è quello di recarsi lungo i corsi d’acqua ma è chiaro che vi sono corsi d’acqua e corsi d’acqua, solitamente i più pericolosi recano il divieto di balneazione ma non ci si fa caso convinti che tutto possa andare bene.
25enne morto dopo un tuffo, non sapeva nuotare
Un giovane di 25 anni di origini pakistane è morto dopo un ricovero durato 4 giorni a seguito di un tuffo nel fiume Santerno in località Borgo Tossiniano.
Subito recuperato dall’elisoccorso, in condizioni gravissime è spirato all’ospedale Maggiore di Bologna. Secondo quanto riporta Bologna Today, tramite Ansa, il 25enne non sarebbe stato in grado di nuotare.
Questa morte non è la prima del mese di giugno e non sarà l’ultima dato che episodi simili tenderanno a ripetersi nel corso delle prossime settimane se il caldo dovesse continuare a persistere sulla penisola.
