Il mercato giapponese ha avviato la settimana con un tono negativo, riflettendo le turbolenze generate sulla costa occidentale dagli ultimi rialzi dei rendimento dei Treasury statunitensi e dalla correzione dei principali indici di Wall Street. Questi fattori hanno spinto gli investitori a rivalutare la propensione al rischio, penalizzando le azioni considerate più vulnerabili alle variazioni dei tassi di sconto.
Nikkei in calo il 8 ottobre 2026: l’indice scende a meno di 70.000 punti
All’apertura della seduta di Tokyo, il Nikkei ha registrato una perdita dello 0,26% chiudendo a 69.855,66 punti, ovvero 180 punti in meno rispetto al valore di chiusura della giornata precedente. Il calo è stato amplificato dalla fuga di capitali verso i titoli di Stato più sicuri, fenomeno tipico quando i rendimenti obbligazionari salgono e il mercato azionario perde attrattività.
Pressioni sul comparto tecnologico: semiconduttori e intelligenza artificiale
Le quotazioni dei titoli legati ai semiconduttori e all’intelligenza artificiale hanno subito una contrazione significativa. Gli investitori temono che la sostenibilità dei finanziamenti necessari per progetti ad alta intensità di capitale sia minacciata da un contesto macroeconomico più restrittivo, soprattutto dopo l’aumento del costo del denaro a livello globale.
Fattori macroeconomici alla base del ribasso: obbligazioni giapponesi e petrolio
Parallelamente, i rendimento dei titoli di Stato giapponesi rimangono su livelli elevati, rendendo più appetibile il mercato obbligazionario rispetto alle azioni. Questa dinamica, combinata con le recenti prese di profitto dopo due sessioni di forte rialzo, ha contribuito a una leggera pressione al ribasso. Inoltre, l’impennata dei prezzi del petrolio alimentata dalle tensioni tra Stati Uniti e Iran, sta incrementando i costi energetici e influenzando negativamente le valutazioni di molte imprese.
Evoluzione del cambio yen: dati del 2 e dell’8 ottobre
Il yen ha continuato il suo percorso di apprezzamento. L’8 ottobre si è attestato a 157,90 contro il dollaro e a 176,70 contro l’euro, mentre il 2 ottobre il tasso rimaneva stabile sul dollaro a poco più di 158 e più forte sull’euro a 177,60. Un yen più forte riduce la competitività delle esportazioni giapponesi, ma al contempo rende più convenienti le importazioni e i debiti esteri.
Prospettive per i prossimi giorni
Alla luce di questi dati, gli analisti prevedono che la volatilità rimarrà elevata finché i mercati internazionali non troveranno un nuovo equilibrio tra i rendimento dei Treasury e le aspettative di crescita. Per gli operatori di borsa, la vigilanza su settori sensibili come tecnologia e energia sarà fondamentale, così come il monitoraggio delle fluttuazioni valutarie, che continueranno a influenzare i risultati delle società quotate al Nikkei.
Possibili scenari per gli investitori
Se i tassi di interesse statunitensi dovessero mantenersi elevati, è probabile che la pressione sui titoli growth in Giappone si accentui, spingendo gli investitori verso asset più difensivi come le utilities o le società con forte esposizione al mercato interno. Al contrario, un eventuale calo dei rendimenti dei Treasury potrebbe favorire un rimbalzo del Nikkei soprattutto se il yen dovesse indebolirsi, rendendo più competitive le esportazioni.
