Cinque anni dopo la scomparsa dell’imprenditore Pasquale Lamberti, avvenuta il 3 luglio 2021 a Besate (Milano), un’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia riapre il caso ipotizzando un omicidio legato a un intricato sistema di frodi finanziarie, sottrazioni societarie e possibili connessioni con ambienti criminali organizzati.
Scomparsa e ultimo messaggio di Pasquale Lamberti
Il 3 luglio 2021 scompare nel nulla Pasquale Lamberti, imprenditore settantenne originario dell’area di Monza, visto per l’ultima volta a Besate, in provincia di Milano, all’alba, dopo essersi allontanato in auto con la sua Range Rover nera.
Da quel momento non si sono più avute sue notizie e il corpo non è mai stato ritrovato. La famiglia ha da subito escluso l’ipotesi di un allontanamento volontario, anche alla luce di un messaggio lasciato dall’uomo che lasciava presagire un pericolo imminente: “Se leggete questo messaggio significa che non sono tornato”.
Nel testo compariva anche un elenco di persone indicate come responsabili di quanto stava accadendo, insieme alla gestione del suo patrimonio, stimato in diversi milioni di euro.
Il biglietto, rinvenuto dal figlio adottivo Pasquale Andrea nella casa dell’imprenditore lo stesso giorno della sparizione, conteneva nomi e riferimenti precisi, tra cui quello del broker finanziario Claudio Mancini, oltre ad altri soggetti.
Lamberti raccontava inoltre di essere pronto a denunciare tutto, convinto di poter far finire “tutti in galera” se avesse parlato apertamente. La sua vicenda imprenditoriale era legata a investimenti rischiosi, tra cui circa 2,6 milioni di euro destinati alla società PAA Capital Group di Praga, operante nel settore delle carte ricaricabili. Secondo quanto ricostruito, i capitali sarebbero spariti nel nulla, mentre le sue società, tra cui la Cadel srl di Cadel srl e la controllata UCL spa, sarebbero state progressivamente svuotate e indebolite fino al tracollo.
Pasquale Lamberti scomparso, svolta nelle indagini: il nuovo indizio e i tre indagati
A cinque anni dalla scomparsa, la Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, insieme ai carabinieri del nucleo investigativo, ipotizza una svolta decisiva: secondo gli inquirenti, Lamberti sarebbe stato vittima di un omicidio premeditato e successiva soppressione del cadavere. Come riportato dal Tgr Molise, gli indagati pare siano tre: Renato Mandaglio, la compagna Emanuela Calvi e il broker Claudio Mancini, originario di Campobasso, attualmente detenuto per altri reati.
Per la Procura, proprio Mancini sarebbe il presunto mandante, mentre Mandaglio e Calvi avrebbero avuto un ruolo esecutivo e successivo nella sparizione del corpo e nel depistaggio delle indagini. L’inchiesta evidenzierebbe anche possibili collegamenti con ambienti criminali riconducibili alla ‘ndrangheta, in particolare al clan Bruzzaniti di Africo. Secondo la ricostruzione, dopo aver sottratto il controllo delle società e dei capitali, il gruppo avrebbe beneficiato anche di operazioni immobiliari, tra cui l’acquisto di una villa da circa 600 metri quadrati a Solaro e altri investimenti personali, mentre Lamberti sarebbe stato progressivamente isolato. Il caso, raccontato anche da Il Giorno, resta uno dei più complessi lombardi degli ultimi anni.
