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Perreras spagnole: ecco che fine fa un cane

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perreras

Un cane che fa in suo ingresso in una delle centinaia di perreras spagnole non ha scampo: all’epoca del nazismo sarebbe stato entrare ad Auschwitz per un ebreo.

Quando un cane entra in una perrera gli restano sette, forse otto giorni di vita. Di inferno. Prima di essere ucciso senza pietà, barbaramente, a bastonate o gettato vivo negli inceneritori.
Lorenzo Croce, presidente dell’Aidaa, commenta questa tragedia: “Una vera e propria carneficina programmata. Occorre gridare forte la nostra indignazione contro questi aguzzini e chiedere a gran voce all’Unione europea di obbligare la Spagna a sottoscrivere le convenzioni internazionali per la tutela degli animali da compagnia.

Parola d’ordine è boicottare tutto ciò che è spagnolo: dai vari prodotti in commercio fino a rifiutarsi di andare in vacanza in questo paese dove i cani vengono barbaramente massacrati”.
Nel dettaglio, quando un cane entra in uno di questi canili spagnoli le opzioni sono tre:
– Se si tratta di un cane di proprietà smarrito, il proprietario ha dieci giorni di tempo per riprenderselo, altrimenti il viene ucciso.
– Se è un randagio, ha una settimana di tempo per essere adottato, altrimenti viene ucciso.

– Se il padrone di un cane “si stanca” del suo cane, può portarlo nel canile, dove verrà ucciso.
Macabro dettaglio: i Comuni spagnoli pagano la cifra di 80 euro a cane, per garantirne la soppressione.
L’informazione è essenziale perchè queste tragedie che, nonostante le lotte e la circolazione di notizie, continuano a sussistere. Informare è un nostro dovere e sapere è un vostro diritto.
Boicottare la Spagna, è la soluzione indicata dal Presidente dell’Aidaa.

Chi di voi è disposto a rinunciare ad una vacanza a Barcellona per sostenere questa battaglia?

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