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Coronavirus, Speranza: “Crisi non superata, mantenere rigore massimo”

Per Speranza i tempi per uscire dalla crisi da coronavirus sono ancora lunghi: è importante quindi non abbassare la guardia.

coronavirus speranza

In una videoconferenza con il presidente dell’Emilia-Romagna e l’assessore regionale alle politiche per la Salute, il ministro Speranza ha sottolineato come la crisi causata dal coronavirus non è assolutamente ancora superata. L’Italia si trova ancora in una fase difficile e per questo bisogna continuare ad essere rigorosi e rispettare le norme per il contenimento.

Speranza sulla crisi da coronavirus

L’esponente del governo ha spiegato che sarebbe assolutamente scorretto pensare allo scampato pericolo quando si iniziano ad vedere dati confortanti e alleggerimenti delle terapia intensive. Speranza ha infatti sottolineato che siamo ancora in piena emergenza e dentro la crisi, motivo per cui si è optato per prorogare le restrizioni fino al 3 maggio 2020 con un nuovo DPCM. Anche perché “non possiamo vanificare il lavoro straordinario fino ad ora e basterebbe anche una leggerezza in più per tornare a qualche settimana fa“.

Il ministro è poi passato a parlare del dopo crisi e della strategia sanitaria da mettere in atto. In primis si continuerà con la prudenza, il distanziamento sociale e i comportamenti corretti chiesti a tutti durante l’epidemia. Fino a quando non ci sarà un vaccino o una terapia, la distanza è infatti l’unico vero strumento in nostro possesso.

Un’altra idea da mettere in pratica è poi quella di investire sull’assistenza territoriale. Ciò potenziando al massimo la capacità di prossimità, la domiciliarità e l’assistenza delle reti territoriali. Per questo ha annunciato che nel prossimo DPCM con le misure economiche di aprile ci saranno investimenti così come sui Covid Hospital.

Infine bisognerà continuare ad insistere sull’effettuazione dei tamponi, anche sierologici e creare una app, progetto già in lavorazione, che consenta di monitorare più velocemente i contatti stretti di ciascun paziente positivo.

E in più di avere uno strumento, sul telefonino di ogni paziente, anche di contatto con l’autorità sanitaria.

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