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Prelievo forzoso sui conti correnti degli italiani? Una bufala di Salvini

Il leader della Lega denuncia al Tg2 un'azione analoga a quella di Giuliano Amato nel 1992, ma è una bufala.

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Il prelievo forzoso sui conti correnti degli italiani è una bufala di Salvini

Il prelievo forzoso sui conti correnti degli italiani non avverrà. Quanto denunciato da Matteo Salvini, leader della Lega e Senatore, durante un’intervista al Tg2 va etichettato come una vera e propria bufala. Il “capitano” ha sottolineato come ci sia l’intenzione da parte del governo Conte, a causa dell’emergenza coronavirus, di adoperare un’operazione sulla scia di quanto realizzato da Giuliano Amato nel 1992.

Matteo Salvini ha colto l’occasione della proposta del Pd su una presunta patrimoniale per tirare in mezzo il prelievo forzoso sui conti correnti degli italiani: “Chiediamo al governo di smetterla di aspettare quello che non arriva dall’Europa e di chiedere agli italiani di dare una mano. Senza follie, come stiamo leggendo che arriva da sinistra, patrimoniale, tassa sulla casa, prelievo dai conti correnti. Dimentichiamo nuove tasse”.

Prelievo forzoso sui conti correnti degli italiani

Come se non bastasse, a ribadire la paura di un prelievo forzoso sui conti correnti degli italiani è stato lo stesso Salvini in un tweet: “Mettiamoci anche un bel prelievo forzoso sui conti correnti… A sinistra sono sempre geniali, anziché togliere tasse agli italiani in un momento così difficile pensano a come metterne di nuove”. Ma l’idea di un prelievo forzoso sui conti correnti è arrivata da Oscar Farinetti (che non fa parte del Governo Conte).

Farinetti, al Fatto Quotidiano, ha dichiarato come gli italiani abbiano in banca: “4.117 miliardi di euro. Siamo risparmiatori fortissimi, tra i migliori al mondo. Abbiamo nelle nostre mani il 5,4% della ricchezza mondiale. Se contribuissimo alla ricostruzione versando il 2% di questa bella montagna di quattrini, manderemmo nelle casse dello Stato 82 miliardi di euro. Una cifra rispettabile con la quale possiamo sfangarla e ripartire. Chi ha 500 mila euro in banca mette 10 mila euro.

Chi ne ha 5 mila mette cento euro. È troppo?”.

Anzaldi critica Conte

Intanto, il segretario della commissione di vigilanza Rai e deputato di Italia Viva, Michele Anzaldi attacca il team comunicazione di Conte su Facebook: “Oltre 12 minuti di Salvini e Meloni in voce nelle edizioni pranzo e cena di ieri di Tg1, Tg2 e Tg3! Un’invasione mai vista, in un giorno particolare come la vigilia di Pasqua: i cittadini pagano per questa informazione trasformata in propaganda? Ecco il grande ‘successo’ comunicativo di Conte e dei suoi responsabili comunicazione a Palazzo Chigi, un vero capolavoro”.

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