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Cosa prevede il Dl Elezioni? Approvato al Senato con 158 sì

Il 19 giugno si torna al voto in Senato per il Dl Elezioni: ma cosa prevede il testo?

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Cosa prevede il dl Elezioni e perché si deve votare di nuovo in Senato

Alla fine il Dl Elezioni è stato approvato al Senato dopo l’errore tecnico che ha portato nuovamente in Aula per votare il provvedimento: ma cosa prevede il Dl Elezioni? In un periodo concitato per l’emergenza Coronavirus e ad altissima tensione tra maggioranza e opposizione, anche il Dl Elezioni al Senato diventa un casus belli.

E come rivela Roberto Calderoli, venerdì 19 giugno bisogna rientrare in aula per poter approvare il Dl Elezioni. In occasione del voto di giorno 18, infatti, si è registrato un errore tecnico: “Mancava il numero legale nella votazione al Senato sulla fiducia al dl elezioni e per questo motivo la votazione si ripeterà alle 9:30 di venerdì 19 giugno”.

Sono stati richiamati anche i senatori che erano già andati via da Roma. “Se non c’è una maggioranza di governo vuol dire che quest’ultimo non esiste – ha tuonato Calderoli – hanno votato in 149 quando il numero legale è 150″. Ma nella mattinata di venerdì 19 giugno il Dl Elezioni è diventato realtà venendo approvato al Senato.

Dl Elezioni approvato al Senato

Il Dl Elezioni è stato approvato con 158 voti a favore, nessun contrario e nessun astenuto.

Le opposizioni tutte non hanno partecipato al voto. È legge, quindi, il decreto, che accorpa in un’unica tornata elettorale comunali, regionali, suppletive e referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari rinviando il voto in autunno. In apertura le scuse della Casellati per l’errore commesso.

Cosa prevede il Dl Elezioni

Il Dl Elezioni è molto chiacchierato ed è causa di tensioni tra opposizione e maggioranza. Come testimonia quanto accaduto, a Palazzo Madama, nella giornata del 18 giugno: inizialmente, infatti, il via libera del Senato con voto di fiducia era arrivato al termine di una giornata particolarmente convulsa.

Il voto al provvedimento – passato con 145 sì, 2 contrari (Emma Bonino e Matteo Richetti) – aveva provocato le assenze per protesta del centrodestra, mentre il senatore Riccardo Nencini, pur presente, non aveva partecipato al voto.

Le suppletive

Anzitutto, il Dl Elezioni fa riferimento alle suppletive. Il provvedimento ne fissa il termine per lo svolgimento per i seggi dichiarati vacanti alla Camera e al Senato entro il prossimo 31 luglio. Si passa a 240 giorni dalla dichiarazione della vacanza, rispetto ai 90 previsti dalla legge elettorale.

Dallo scorso 18 marzo è vacante il seggio del Senato del collegio 3 della Sardegna. A questa vacanza potrebbe aggiungersi, sempre a palazzo Madama, quella del collegio 9 del Veneto, dopo la morte del senatore di Fdi Stefano Bertacco.

Elezioni Regionali

Il Dl Elezioni regolamenta anche le Regionali che si terranno in autunno 2020. Prolungata di tre mesi la durata in carica dei consigli regionali, il cui rinnovo era previsto entro il prossimo 2 agosto 2020 e si stabilisce che le elezioni si svolgano nel periodo tra 15 e 60 giorni successivi al termine della nuova scadenza del mandato o nella domenica-lunedì compresi nei 6 giorni ulteriori.

Quando si voterà? Calendario alla mano, le elezioni regionali 2020 potranno svolgersi nel periodo che va dal 15 settembre al 5 novembre, con la prima data utile il 20-21 settembre e l’ultima il 1-2 novembre. Si vota in Liguria, Veneto, Toscana, Marche, Campania e Puglia.

Comunali e Provinciali

Importanti novità, con il Dl Elezioni, anche per quanto concerne la tornata elettorale che coinvolge Comuni e Province. La tornata comunale viene spostata ad una domenica compresa tra il 15 settembre e il 15 dicembre, anziché tra il 15 aprile e il 15 giugno. Nello stesso periodo si voterà anche per l’elezione dei consigli comunali e circoscrizionali che devono essere rinnovati per motivi diversi dalla scadenza del mandato (se entro il 27 luglio).

Le elezioni dei presidenti di Provincia e dei Consigli provinciali in scadenza nel 2020 si svolgano entro 90 giorni dalle elezioni dei Consigli comunali, con la conseguente proroga della durata del mandato fino al rinnovo degli organi.

Election Day

A creare maggiori tensioni tra maggioranza e opposizione, in merito al Dl Elezioni, è stato il cosiddetto ‘Election Day’ e Referendum. Il ‘Cura Italia’, lo scorso marzo, aveva prorogato il termine di indizione del referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari portandolo da 60 a 240 giorni dalla comunicazione di ammissibilità.

Quindi il governo avrà tempo fino al 19 settembre, ma la consultazione dovrà svolgersi in una data compresa tra i 50 e i 70 giorni successivi. Per votare il 20 settembre occorrerebbe perciò indire il referendum tra il 12 luglio e il 2 agosto.

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