Gli Stati Uniti hanno effettuato raid aerei nel sud dell’Iran dopo l’attacco con droni che ha colpito il 25 giugno la nave mercantile M/V Ever Lovely nello Stretto di Hormuz lungo la costa dell’Oman. I velivoli hanno preso di mira depositi di missili aree di stoccaggio per droni e radar costieri ritenuti collegati ai lanci contro il traffico marittimo commerciale.
L’operazione è rilevante per la sicurezza delle rotte energetiche globali: lo Stretto convoglia una quota importante del commercio petrolifero e il ricorso a droni d’attacco unidirezionali ha innalzato il rischio operativo per gli armatori. Washington ha dichiarato di voler degradare la capacità di nuove incursioni, mentre Teheran ha annunciato possibili ritorsioni. Ultimo aggiornamento: 28 giugno 2026.
Attacchi aerei Usa su depositi e radar nel sud dell’Iran
Il Comando centrale ha indicato che i raid hanno distrutto depositi di missiliaree di stoccaggio per droni e postazioni di radar costieri connessi alle attività di sorveglianza e guida dei velivoli senza pilota. La missione è stata descritta come mirata e volta a ridurre la minaccia immediata al transito delle navi nello Stretto, mantenendo una presenza per il coordinamento della navigazione.
In ambito locale, fonti iraniane hanno indicato tra le aree interessate il porto di Sirik nella fascia meridionale del Paese. Le Guardie della Rivoluzione hanno successivamente sostenuto di aver neutralizzato l’offensiva. Le forze statunitensi hanno ribadito la vigilanza sul corridoio marittimo e la disponibilità a supportare i passaggi delle imbarcazioni commerciali.
Il colpo alla M/V Ever Lovely e gli abbattimenti di droni
Secondo la ricostruzione operativa, almeno quattro droni d’attacco unidirezionali sono stati lanciati contro navi in transito nello Stretto di Hormuz. Uno ha colpito il ponte superiore della M/V Ever Lovely, battente bandiera di Singapore, provocando danni ma senza impedire alla nave di proseguire la rotta. Altri tre droni sono stati intercettati e abbattuti.
In un messaggio pubblico, il presidente Donald Trump ha affermato che l’Iran aveva lanciato “almeno quattro droni d’attacco unidirezionali” e che “Uno dei droni ha colpito in pieno il ponte superiore di una grande e costosa nave mercantile”. Nello stesso messaggio ha aggiunto: “Abbiamo abbattuto altri tre droni”. Interpellato nello Studio Ovale su eventuali conseguenze per violazioni del cessate il fuoco attribuite a Teheran, aveva risposto: “ lo scoprirete ”.
Le posizioni di Teheran: Sirik, avvisi sul transito e ritorsioni
Le Guardie della Rivoluzione hanno annunciato che risponderanno in modo calibrato ai bombardamenti, parlando di una “risposta rapida e decisa” che avverrà “nel momento e nel luogo ritenuti opportuni”. In parallelo, ambienti iraniani hanno definito l’azione statunitense un’aggressione ingiustificata e hanno ribadito che lo Stretto di Hormuz ricade nella loro competenza, con l’obbligo per le navi di rispettare rotte e regole stabilite da Teheran.
Le autorità marittime iraniane hanno avvisato che i transiti al di fuori delle rotte autorizzate non potranno contare sulle medesime garanzie di sicurezza, né sulle consuete coperture assicurative. Questo avvertimento espone armatori e noleggiatori a scelte operative complesse, tra piani di viaggio, rischio sicurezza e impatti su premi assicurativi e responsabilità in caso di incidenti o danneggiamenti in area di alto rischio.
Violazione del cessate il fuoco, sicurezza marittima e rischio escalation
Il Comando centrale ha definito gli attacchi contro il traffico commerciale come una violazione degli impegni: “ L’aggressione ingiustificata contro il traffico marittimo commerciale ha chiaramente violato il cessate il fuoco ”. La linea comunicata ha collegato direttamente l’attività dei droni contro la M/V Ever Lovely alla decisione di colpire depositi e radar costieri per degradare le capacità di ulteriore offesa a breve termine nella stessa area.
L’impatto operativo nello Stretto di Hormuz resta significativo: il corridoio convoglia parte essenziale delle esportazioni di greggio e prodotti raffinati, e l’alternanza tra attacchi con droni e raid aerei aumenta la fragilità della catena logistica. Le autorità militari statunitensi hanno segnalato il mantenimento di forze in teatro per proteggere i transiti, mentre Teheran ha riaffermato prerogative e minacciato ritorsioni, mantenendo alta la probabilità di nuovi episodi.
Nel quadro diplomatico, canali di contatto sono rimasti aperti per ridurre il rischio di incidenti, ma la sequenza degli eventi ha mostrato una rapida deteriorazione della situazione. Il danneggiamento della M/V Ever Lovely, le indicazioni su Sirik come area interessata dai raid, e gli avvisi iraniani su regole di rotta e coperture assicurative rendono il passaggio nello Stretto più esposto a interruzioni. Le forze sul campo restano in allerta per prevenire ulteriori attacchi e proteggere la libertà di navigazione.
