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Richiamo alimentare di pesce spada, rischio mercurio: ecco il lotto da non consumare

Richiamo alimentare di pesce spada, rischio mercurio: ecco il lotto da non consumare

Richiamo alimentare di pesce spada per eccesso di mercurio: lotto, scadenza e confezioni interessate, cosa controllare prima del consumo

Un nuovo richiamo alimentare riguarda un lotto di filetti di pesce spada all’olio d’oliva a marchio Sebastiano Drago, interessato da un provvedimento per rischio chimico. L’avviso, datato 10 agosto 2026, riguarda il prodotto commercializzato dalla Ditta Drago Sebastiano di Drago Giuseppe e realizzato da Drago Sebastiano di Giuseppe Drago nello stabilimento di Siracusa, come si legge in Mondosanita.it.

Richiamo alimentare sui vasetti di pesce spada

Il prodotto coinvolto nel richiamo alimentare è venduto in vasetti di vetro da 200 grammi. Il lotto da verificare è L 180-334/024, con termine minimo di conservazione fissato al 30 novembre 2027. Nell’avviso, lo stabilimento di produzione è identificato dal marchio IT 997 CE. Il provvedimento interessa esclusivamente le confezioni riconducibili al lotto segnalato, motivo per cui chi ha acquistato il prodotto è invitato a controllare con attenzione le indicazioni riportate sulla confezione.

Richiamo alimentare disposto per superamento dei limiti di mercurio

All’origine del provvedimento c’è un rischio chimico connesso alla presenza di metalli pesanti. Nello specifico, l’avviso segnala il superamento dei limiti massimi di sicurezza previsti per il mercurio nei prodotti ittici. Il richiamo alimentare interessa dunque il lotto indicato di filetti di pesce spada all’olio d’oliva.

Cosa fare se si possiede il pesce spada interessato dal richiamo alimentare

Per chi avesse già acquistato una confezione appartenente al lotto L 180-334/024, l’indicazione è di non consumare il prodotto. Il vasetto può essere restituito al punto vendita presso il quale è stato acquistato. Prima del consumo è quindi opportuno verificare il numero di lotto e il termine minimo di conservazione presenti sulla confezione, così da accertare se il prodotto in proprio possesso rientri effettivamente nel richiamo alimentare.

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