L’intensificarsi degli attacchi alle infrastrutture energetiche ha spinto la Russia ad adottare misure straordinarie per tutelare il mercato interno del petrolio e dei carburanti. Tra il blocco dell’esportazione di gasolio, interventi economici e nuove accuse rivolte all’Ucraina, il Cremlino punta a contenere gli effetti della crisi e a garantire la stabilità degli approvvigionamenti.
Le misure adottate da Mosca per fronteggiare la crisi dei carburanti
Di fronte alle crescenti difficoltà nel settore energetico, il governo russo ha deciso di vietare completamente le esportazioni di gasolio, una misura adottata per rafforzare la disponibilità di carburante sul mercato interno. Il provvedimento arriva in un contesto segnato dall’intensificarsi degli attacchi ucraini contro infrastrutture energetiche e raffinerie, che hanno aggravato le criticità nella distribuzione di benzina e diesel.
Ad annunciare la decisione è stato il vice primo ministro Aleksandr Novak, il quale ha riconosciuto che “la situazione sul mercato interno dei carburanti rimane difficile“. Durante una riunione del governo trasmessa in televisione, Novak ha inoltre spiegato che il blocco delle esportazioni consentirà di incrementare le forniture destinate ai consumatori russi, sottolineando come le preoccupazioni della popolazione per la carenza di carburante presso le stazioni di servizio abbiano reso necessario un intervento immediato.
Nell’ambito dello stesso piano, la Russia ha annunciato che dal mese di luglio ricorrerà anche all’importazione di carburante per contribuire a riequilibrare il mercato nazionale.
“Divieto totale di esportazione”. Russia e petrolio, l’annuncio di Putin e le implicazioni economiche
Parallelamente alle nuove misure economiche, il presidente Vladimir Putin ha disposto l’introduzione di sussidi straordinari destinati alla Crimea, dopo il forte aumento dei prezzi dei carburanti registrato nella penisola. Il capo del Cremlino ha ribadito che “i cittadini non devono percepire i problemi“, invitando i funzionari governativi a “prendere decisioni più rapidamente“ per garantire stabilità e continuità nei rifornimenti. Putin ha inoltre accusato l’Ucraina di tentare di diffondere paura tra la popolazione russa, sostenendo che l’obiettivo di alimentare il panico sia destinato a fallire. Secondo il presidente, infatti, la solidità del comparto energetico nazionale rappresenta un elemento decisivo per affrontare le difficoltà attuali e preservare la sicurezza degli approvvigionamenti interni.
