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Pronta l’app Immuni: come funziona e tutto quello che c’è da sapere

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Finalmente è arrivata l'app di contact tracing Immuni, ora pronta per la prima prova: come funziona, dove si scarica e come configurarla.

Immuni, pronta per la prima prova l'app per tracciare il coronavirus
Immuni, pronta per la prima prova l'app per tracciare il coronavirus

Dal 3 giugno partirà la prima prova dell’app di contact tracing Immuni. La sperimentazione avverrà nelle regioni di Abruzzo, Liguria, Puglia e Marche e poi verrà estesa alle altre. Lo scopo di Immuni è tracciare e monitorare gli spostamenti delle persone per verificare se vengono in contatto con persone positive al coronavirus.

In questo modo sarà possibile avere un quadro più chiaro dei contagi e, di conseguenza, di come limitarli. Vediamo come funziona l’app, dove scaricarla e come configurarla.

App Immuni: come funziona

I prerequisiti per scaricare l’app dipendono dal dispositivo mobile in nostro possesso. Android o Apple, non ha importanza, l’importante è che il sistema operativo sia aggiornato. In particolare per iPhone è necessaria una versione uguale o successiva a iOS 13.5. Per Android, invece, bisogna avere almeno la versione 6 del sistema operativo, e Google Play Service versione 20.18.13.

Per scaricare l’app è necessario andare sull’Apple Store o sul Google Play Store del nostro cellulare e cercare Immuni da lì.

Altrimenti si può andare sul sito immuni.italia.it e cliccare sul tasto “scarica l’app”, in alto a destra.

Quando si apre l’app sul cellulare per la prima volta compariranno alcune finestre introduttive di spiegazione, che spiegano a cosa serve e come funziona Immuni, oltre a ribadire l’importanza della protezione della privacy degli utenti. Si possono far passare queste schede, facendole scorrere con il dito da destra a sinistra.

Alla fine compare un tasto blu con la scritta “avanti”, sul quale sarà necessario clicclare.

A quel punto comparirà l’informativa sulla privacy, con tutti i dettagli sull’argomento. È il momento di spuntare le seguenti dichiarazioni: “Dichiaro di avere almeno 14 anni” e “Ho letto l’informativa sulla privacy”. Poi cliccare il tasto blu “avanti”. Tutti i dati verranno conservati nel backup del telefono e non su un server centrale.

A questo punto bisogna selezionare la provincia e la regione di residenza, gli unici due dati personali di cui ha bisogno l’app per funzionare. Poi si passa ad abilitare le “notifiche di esposizione al Covid-19”. In questo modo permettiamo a Immuni di registrare i nostri contatti con altri utenti che stanno usando l’app. Quando abilitiamo le notifiche, arriverà un messaggio pop-up che richiede di procedere nuovamente con l’abilitazione della funzione. Per il monitoraggio viene usata la tecnologia bluetooth (e non GPS) che garantirà maggiore protezione dei dati degli utenti.

Una volta proceduto con l’abilitazione, Immuni chiede il consenso per la notifica, quindi la possibilità per l’app di comunicare con il cittadino proteggendo la sua privacy. Ogni telefono, infatti, viene associato a un codice sorgente che cambia più volte durante l’arco della giornata e a cui fanno riferimento le notifiche. Anche in questo caso, sarà sufficienti cliccare sul tasto “abilita” e poi sul tasto “consenti”, che comparirà in una finestra pop-in. Con quest’ultima operazione l’app è configurata correttamente.

Un’icona in alto a destra ci comunicherà che l’app è attiva. La schermata di avvio mostra due sezioni di approfondimento uno su come prevenire il coronavirus e l’altro su come funziona l’app.

Il tasto “Impostazioni” in basso a destra invece permette di caricare i dati personali, ma previo autorizzazione di un operatorio sanitario competente. Sempre nelle Impostazioni è possibile cambiare provincia, così che, in caso di spostamenti, sarà comunque possibile usare l’app. È presente anche un’ulteriore sezione informativa contenete FAQ, termini di utilizzo e informativa sulla privacy. L’app sarà attiva a partire dal 3 giugno.

Alcuni chiarimenti su Immuni

Non è obbligatorio scaricare l’app, come si pensava inizialmente, né ci saranno incentivi per chi deciderà di scaricarla. Immuni resta su base volontaria, anche se più persone la scaricano più sarà semplice limitare i contagi.

La privacy e il rispetto dei dati personali è garantita dall’uso del bluetooth: quando due telefoni entrano in contatto si scambiano il codice sorgente, anonimo e sempre diversa. L’app non ha accesso a informazioni personali, quali nome, cognome, data e luogo di nascita, email etc, oltre a non tenere in memoria tragitti e geolocalizzazioni. L’unico dato personale di cui ha bisogno Immuni è la provincia di residenza.

Cosa fare se si risulta positivi? Se si risulta positivi al coronavirus, è possibile comunicarlo all’app. Non è però un’operazione automatica che si può fare di propria iniziativa. Per evitare segnalazione di falsi positivi, saranno le autorità sanitarie che hanno accertato la positività a fornire alla persona un OTP (password temporanea) da inserire nell’app per aprire la sezione delle segnalazioni. In questo modo si può segnalare in maniera anonima e autonoma la propria positività.

Cosa succede se entro in contatto con una persona positiva? Se si entra in contatto con una persona positiva, Immuni invia una notifica sullo smartphone che comunica il possibile contatto, in maniera anonima. Questo significa che non ci verrà comunicato il luogo del possibile contagio, e nemmeno la persona. A questo punto si chiederà alla persona di mettersi in quarantena e di contattare il proprio medico curante.

Nata in provincia di Monza, classe 1994, laureata in Editoria, Culture della Comunicazione e della Moda presso l'Università Statale di Milano. Precedentemente direttore di Vulcano Statale e collaboratore di Teatro.it. Adesso collabora con Notizie.it


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Sheila Khan

Nata in provincia di Monza, classe 1994, laureata in Editoria, Culture della Comunicazione e della Moda presso l'Università Statale di Milano. Precedentemente direttore di Vulcano Statale e collaboratore di Teatro.it. Adesso collabora con Notizie.it

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