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Scuola, la rivolta dei presidi: “Noi al Nord e la Azzolina nominata in Sicilia”

I presidi che hanno vinto il concorso a cui ha partecipato anche Lucia Azzolina sono in rivolta. Lei è stata nominata in Sicilia e loro spostati al Nord

Lucia Azzolina

I presidi che hanno vinto il concorso a cui ha partecipato anche Lucia Azzolina sono in rivolta. Lei è stata nominata in Sicilia e loro spostati al Nord.

Presidi in rivolta: “La ministra Azzolina ha ricevuto l’incarico ‘sotto casa’”

La polemica sul concorso presidi 2017, a cui ha partecipato anche la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, continua.

Questa volta sono in rivolta i vincitori del concorso. Un migliaio di presidi che nel 2019 sono stati chiamati in servizio, soprattutto al Nordo o comunque non nella loro regione di appartenenza, come avevano richiesto. “Ciliegina sulla torta, rischiamo, con il prossimo concorso a graduatorie regionali in arrivo, di essere definitivamente penalizzati dal sistema e di non potere più tornare a casa, mentre la ministra Lucia Azzolina ha ricevuto l’incarico ‘sotto casa’, in Sicilia, nonostante fosse in coda alla graduatoria” ha denunciato Benedetto Lo Piccolo, dirigente presso l’Ic De Amicis a Busto Arsizio, all’Adnkronos.

La rivolta dei presidi: “Siamo migliori e siamo stati mandati al Nord senza aiuto”

Siamo i migliori e siamo stati mandati al nord senza alcun aiuto economico da parte dello Stato, che abbiamo sostenuto e servito con dedizione in questi anni di pandemia garantendo l’apertura delle scuole. Chiediamo semplicemente che la mobilità interregionale sia estesa dal 30% al 100% dei posti. O entreremo in sciopero della fame e della sete” ha spiegato il Dirigente.

I posti messi a concorso nel 2017 sono stati divisi in un quadriennio, escluso il 2022. Nel 2019 hanno preso servizio i primi 1984 dirigenti che avevano vinto il concorso, molti dei quali sono stati trasferiti lontano da casa. Nel 2020, sono stati presi altri 345 presidi, mentre nel 2021 altri 396. Lucia Azzolina, che si era classificata al 2539, è stata nominata nella sua regione. 

Presidi: “Lo scandalo di chi arriva ultimo ma prende il posto sotto casa”

Non ci interessa il destino della ex ministra. Ma essendo trascorso un triennio dal nostro primo incarico, vorremmo tornare a casa, per ricongiungerci alle nostre famiglie. Il fatto che la mobilità interregionale, sia limitata al 30% continua a far perpetrare lo scandalo di chi arriva ultimo in graduatoria ma prende il posto sotto casa. Fatto ancora più grave con il nuovo concorso in arrivo nel 2023, che prevede le graduatorie regionali e condanna chi è rimasto fuori la propria regione, ad esserlo a vita. Vogliamo essere ascoltati e garantiti dal ministro Bianchi, che si era impegnato con un atto di indirizzo a cui non ha più dato seguito. Ricordiamo che già un centinaio di vincitori ha rinunciato all’incarico, non potendo sostenere i costi di trasferimento e una gestione familiare a distanza con immensi sacrifici conseguenti” ha aggiunto il dirigente scolastico. 

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