Il Venezuela è stato colpito da potenti scosse di terremoto che hanno prodotto un impatto umano e materiale rilevante: il bilancio provvisorio delle vittime è salito fino a 188 morti e le segnalazioni di persone scomparse raggiungono cifre nell’ordine delle decine di migliaia. In questo quadro, il governo italiano ha attivato l’Unità di Crisi della Farnesina per monitorare la sorte dei connazionali e coordinare le verifiche con il Consolato Generale a Caracas e l’Ambasciata italiana.
Le autorità venezuelane e le iniziative popolari hanno messo a disposizione dati aggiornati: un sito creato per segnalare i dispersi indica circa 39.457 persone ancora non localizzate, mentre altre fonti riportano numeri parziali come 25.000 e oltre. Nel contesto delle operazioni di soccorso la situazione delle comunicazioni resta problematica e molte aree costiere e urbane risultano gravemente danneggiate.
La situazione dei connazionali e le azioni dell’Unità di Crisi
Il capo dell’Unità di Crisi della FarnesinaNicola Minasi ha evidenziato come in Venezuela sia presente una vasta comunità italiana, stimata in oltre 140.000 persone di cui più di 65.000 solo a Caracas. Minasi ha sottolineato: “abbiamo segnalazioni su diversi italiani su cui si chiedono delle verifiche” e ha indicato che si lavora “incessantemente con il consolato generale a Caracas, con l’ambasciata per fare delle verifiche sul posto“.
Tra le criticità riportate ci sono numerose segnalazioni di connazionali che non rispondono ai contatti, in particolare nelle zone più colpite come La Guaira.
Vittime con legami italiani
Il ministero degli Esteri ha confermato il decesso di un cittadino italo-venezuelano coinvolto nel crollo di un edificio a La Guaira. Si tratta di una persona nata a Caracas nel 1970 con parenti in Italia, la cui morte è stata accertata dalle autorità diplomatiche. In contemporanea, sono state segnalate molteplici famiglie italiane in attesa di informazioni e in contatto con i canali consolari.
Dati sulle vittime, i dispersi e le aree più colpite
Le stime ufficiali fornite dalle istituzioni venezuelane e da raccolte civiche concordano su numeri preoccupanti: il conteggio delle vittime è arrivato a 188 secondo comunicazioni ufficiali, mentre i feriti riportati in alcuni bollettini ammontano a circa 971. Fonti scientifiche indicate nel quadro della tragedia avevano inoltre evidenziato la probabilità di un elevato numero di vittime e danni estesi.
Tra le località maggiormente colpite figura La Guaira dove sono stati segnalati edifici crollati e gravi danni infrastrutturali. La costa e alcune città limitrofe mostrano scenari di devastazione con decine di edifici compromessi e residenti costretti all’evacuazione. In molte aree le squadre di soccorso stanno ancora operando per estrarre persone dalle macerie e ripristinare le comunicazioni.
Iniziative internazionali e sostegno della Chiesa
Tra i primi interventi esterni, l’Elemosineria Apostolica ha destinato un primo contributo di 100.000 euro inviato dal Papa per assistenza immediata al popolo venezuelano, con l’indicazione che l’attenzione continuerà nel tempo, anche su suggerimento della Chiesa locale. Contemporaneamente, il Dipartimento della Protezione Civile italiana e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale hanno predisposto l’invio di un team avanzato per coordinare l’eventuale arrivo di squadre di soccorso e operatori sanitari.
Nel frattempo, la raccolta e l’aggiornamento dei dati sulle persone scomparse proseguono sia attraverso canali ufficiali che tramite iniziative civiche online, utili a mettere in contatto le famiglie con i soccorritori sul territorio. Il quadro resta in evoluzione e le autorità internazionali e locali mantengono una vigilanza costante sulle necessità emergenti.
