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Specializzanda trovata morta in casa: indagato il compagno che ha chiamato i soccorsi

Specializzanda trovata morta in casa: indagato il compagno che ha chiamato i soccorsi

Una specializzanda 31enne è stata trovata morta nella sua abitazione. Il compagno è indagato.

È stato lui a chiamare il 118, intorno alle 18 di giovedì, chiedendo aiuto per la compagna. Quando i soccorritori sono arrivati nell’abitazione di via Catili, a Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese, per la donna non c’era però più nulla da fare. La vittima, una 31enne originaria di Palermo e specializzanda in Medicina e Chirurgia all’Università di Messina, è stata trovata senza vita.

Il compagno, un 29enne originario di Brindisi, è ora il primo indagato nell’inchiesta aperta dalla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto. I due si erano conosciuti sui social e convivevano da alcune settimane. L’iscrizione nel registro degli indagati, tuttavia, rappresenta un atto dovuto per consentire agli investigatori di svolgere gli accertamenti con le necessarie garanzie di legge e non equivale a una responsabilità accertata.

Il compagno interrogato in Procura: sequestrate morfina e altre sostanze

Il giovane è stato ascoltato a lungo in Procura, assistito dall’avvocato Giuseppe Ciminata. Nel corso dell’interrogatorio avrebbe riferito, secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Sud, di essere seguito dal Sert di Brindisi per problemi legati alla tossicodipendenza e di assumere metadone nell’ambito del proprio percorso terapeutico.

Dopo aver manifestato forte sudorazione e altri sintomi, sarebbe stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto.

Nel corso del sopralluogo nell’abitazione, i carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto hanno sequestrato otto flaconcini sigillati di morfina, una confezione di midazolam e due boccette di levometadone del Ser.T. di Brindisi, una delle quali vuota e l’altra contenente residui. Tra il materiale acquisito dagli investigatori ci sono anche il piano terapeutico del 29enne, cinque fogli con appunti manoscritti e i telefoni cellulari della coppia. L’indagine riguarda ipotesi di reato legate alla detenzione di sostanze stupefacenti e alla morte come conseguenza di altro delitto. In alcune ricostruzioni giornalistiche è comparso anche un riferimento al fentanyl, ma questo elemento non risulta al momento confermato.

L’ipotesi dell’overdose e gli esami che dovranno chiarire la morte

La 31enne viveva a Barcellona Pozzo di Gotto e studiava al Policlinico di Messina. È stata trovata morta nell’abitazione di via Catili nel pomeriggio di giovedì. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il medico legale, impegnati nei primi accertamenti per ricostruire quanto accaduto nelle ore precedenti al decesso. Al momento, tra le ipotesi investigative c’è quella di una overdose da oppioidi, ma non è ancora possibile stabilire quali sostanze siano state assunte dalla donna, in quale quantità e soprattutto in quali circostanze.

Restano quindi da chiarire aspetti fondamentali della vicenda, compreso se la 31enne abbia assunto autonomamente le sostanze o se qualcuno gliele abbia procurate o somministrate. La Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, diretta da Giuseppe Verzera, con i sostituti De Toni e Scali, attende ora gli ulteriori accertamenti. Nei prossimi giorni dovrebbe essere conferito l’incarico per l’autopsia. Saranno soprattutto l’esame autoptico e gli accertamenti tossicologici a stabilire quali sostanze abbiano provocato il decesso e a fornire agli investigatori gli elementi necessari per definire la direzione dell’inchiesta.

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