Dopo settimane di tensioni e soluzioni provvisorie, resta aperta la partita sul futuro di Spin Time a Roma. Gli ex occupanti dell’immobile di via di Santa Croce in Gerusalemme, evacuato il 29 luglio in seguito a un incendio, hanno ottenuto una sistemazione temporanea, mentre prosegue il confronto con il Campidoglio sulla possibilità di mantenere le attività della comunità e sul destino dell’ex palazzo Inpdap.
Intanto, dal pomeriggio del 25 agosto, la strada all’Esquilino è tornata completamente percorribile dopo la rimozione dell’accampamento allestito all’esterno dell’edificio.
Spin Time, sette gazebo davanti al palazzo: bufera su Gualtieri
Il presidio di Spin Time, però, potrebbe presto assumere una nuova forma. Gli attivisti hanno chiesto di utilizzare gli stalli di sosta davanti all’immobile per installare sette gazebo pavimentati, destinati a ospitare alcune delle attività precedentemente svolte all’interno.
Beatrice Tabacco ha spiegato a Fanpage che si punta a ricreare “lo spazio per gli studenti, il co-working, la redazione di Scomodo“, oltre a un’area dedicata ai bambini e alla comunità educante. Tra i progetti c’è anche un gazebo denominato “picchetto”, pensato come luogo di incontro.
Le strutture dovrebbero essere utilizzate dal lunedì al venerdì, mentre per i fine settimana gli attivisti hanno avanzato la richiesta di occupare l’intera strada o, in alternativa, di ottenerne la chiusura temporanea.
L’iniziativa dovrebbe proseguire almeno fino al 19 settembre, data della manifestazione prevista dall’Esquilino fino alla sede di InvestireSgr, società proprietaria dell’immobile.
L’obiettivo principale rimane infatti il ritorno nel palazzo attraverso un progetto di autorecupero e rigenerazione urbana. “Attualmente Spin Time non ha un luogo ed è per questo che continueremo a prenderci la strada“, hanno dichiarato gli attivisti. Con il Comune è stato inoltre aperto un tavolo permanente sull’eventuale acquisizione dell’edificio, con un nuovo incontro fissato per mercoledì 2 settembre. Se una trattativa privata non dovesse andare a buon fine, tra le ipotesi indicate dalla comunità resta quella dell’esproprio di emergenza.
La gestione della vicenda ha alimentato anche le critiche politiche. Esponenti del centrodestra hanno contestato l’amministrazione Gualtieri, mentre il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa ha scritto su X: “Il Comune di Roma cede il suolo pubblico ai suoi amichetti di Spin Time. Degli abitanti della zona chissenefrega“.
Spin Time, alloggi temporanei per 127 famiglie: rimossi gli accampamenti e riaperta la strada
Dopo l’evacuazione, circa 400 persone, appartenenti a 127 nuclei familiari e residenti nell’edificio occupato dal 2013, erano rimaste in strada fino ai giorni successivi a Ferragosto. Come riportato da Roma Today, dal confronto con Roma Capitale è arrivata una sistemazione temporanea della durata di 60 giorni e, secondo quanto riferito dagli attivisti, agli abitanti sarebbe stato riconosciuto anche il diritto all’accesso all’Edilizia residenziale pubblica (Erp).
Gli ex occupanti, tuttavia, considerano gli alloggi soltanto una risposta provvisoria, lamentando problemi legati alla privacy, alle condizioni di alcune strutture e alla distanza di determinate sistemazioni dal centro della Capitale. “Casa nostra è a via di Santa Croce in Gerusalemme. Dall’incendio che ha fatto da pretesto per lo sgombero del 29 luglio non ci siamo mai mossi“, hanno ribadito.
Nel frattempo, operai Ama e agenti della polizia locale hanno rimosso tende, materassi, ventilatori e gli altri oggetti rimasti davanti all’edificio. L’intervento ha consentito di ripristinare la circolazione nel tratto compreso tra viale Manzoni e via Statilia.
