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Ronaldo, la macchia nella serata perfetta: il gestaccio andava evitato
L’opinione di Giorgio Meroni

Ronaldo, la macchia nella serata perfetta: il gestaccio andava evitato

Cristiano Ronaldo, Juve-Atletico
Juve-Atletico, il gesto di Cristiano Ronaldo

Il campione portoghese della Juventus si è lasciato andare a un'esultanza particolare dopo la vittoria sull'Atletico Madrid in Champions.

L’immagine campeggia sulla prima pagina della Gazzetta dello Sport all’indomani della superba impresa della Juventus contro l’Atletico Madrid in Champions League che è valsa l’approdo ai quarti di finale della competizione. Sulla Rosea, accanto al titolo “Ira d’Iddio”, domina incontrastata la foto del gesto, anzi gestaccio, di Cristiano Ronaldo al termine della gara dell’Allianz Stadium. Il fuoriclasse portoghese, autore di una tripletta da favola, ha esultato in maniera sfrenata portandosi le mani all’inguine. Replicando ma solo all’apparenza quanto fatto da Diego Pablo Simeone nella partita di andata. Nella sfida del Wanda Metropolitano andata in scena il 20 febbraio scorso il tecnico della formazione colchoneros aveva espresso la propria gioia per il gol di Gimenez (quello dell’1-0) in maniera volgare. In seguito l’allenatore aveva ammesso di aver esagerato e chiesto scusa a chi si fosse sentito offeso per l’atteggiamento tenuto in campo.

Allo stesso tempo chiarì cone il gesto fosse “una cattiva espressione di quello che sentivo per i miei giocatori, e in alcun modo legato alla Juventus”. I Rojiblancos furono protagonisti di una prestazione praticamente perfetta e Simeone avrebbe in sostanza voluto dire ai fan dell’Atletico che i suoi calciatori “avevano gli attributi”. Il Cholo era stato successivamente ‘graziato’ dalla Uefa: nessuna squalifica ma una multa da 20.000 euro.

Ronaldo-Simeone: trova le differenze

Torniamo a Ronaldo. Già nel match in Spagna non era mancata una risposta provocatoria ai sonori fischi dei tifosi dell’Atletico. Il 5 mostrato con la mano stava a indicare il numero di Champions vinte in carriera, due delle quali conquistate battendo in finale proprio i biancorossi (nel 2014 e nel 2016). Allo Stadium l’attaccante ha punito nuovamente gli storici rivali sbeffeggiandoli dopo il triplice fischio dell’arbitro Kuipers. Parliamo di sberleffo e offesa perché il gestaccio di CR7, a ben guardare con il movimento e la posizione delle mani diversi da quelli di Simeone, sembra proprio un invito poco elegante nei riguardi dei tifosi avversari.

Del resto il fattaccio è avvenuto di fronte al settore da loro occupato. Ora il fuoriclasse rischia di subire una multa o una squalifica qualora l’Uefa considerasse il suo comportamento come una provocazione verso i sostenitori dell’Atletico. A dispetto delle parole di Simeone negli spogliatoi riportate da Sky Sport: “Ronaldo ha voluto far vedere alla gente il suo carattere”.

La tensione accumulata

Certamente in tutto questo ha giocato un ruolo importante l’adrelina. La sfida era appena andata in archivio e Ronaldo ha scaricato tutta la tensione accumulata per i 90′. E per 20 giorni. La scorsa estate la Juventus ha acquistato il 34enne per compiere il definitivo salto di qualità in Europa e riportare a Torino la Champions, attesa ormai dal lontano 1996. Ebbene, era forte il rischio di salutare in anticipo (in largo anticipo) la manifestazione continentale. Se così fosse avvenuto si sarebbero moltiplicate le discussioni e i dubbi sull’utilità dell’oneroso ingaggio dell’ex Real Madrid, nonostante le reti messe a segno in Serie A.

E tuttavia in campionato la Signora ha vinto per 7 anni di fila anche senza l’attaccante più forte del pianeta. Il portoghese ha invece messo a tacere le critiche. Dimostrando per l’ennesima volta di essere decisivo come nessun altro, nemmeno Messi, in Europa nei momenti clou, da dentro o fuori. Si capisce dunque perché il ritorno degli ottavi rappresentasse uno snodo cruciale per il campione, reduce dai trionfi con i blancos.

Ronaldo, gestaccio

Un cattivo esempio?

Al netto dell’aspetto emozionale, Ronaldo ha senza dubbio commesso un grave errore. Il fenomeno di Funchal ha dato infatti un pessimo esempio soprattutto ai più piccoli. Ai tanti ragazzi che lo idolatrano e che giocano sognando di ripercorrere le sue orme. Cercando di imitarlo fin da ora, dentro e fuori dal rettangolo verde. Magari facendo sui campetti di periferia gli stessi gesti irrispettosi. Commentando l’episodio su La Repubblica Fabrizio Bocca ha parlato di “Tribù dei trogloditi”. Ecco, una siffatta tribù può essere replicata a livelli inferiori con effetti devastanti sulla crescita umana dei giovani. Naturalmente non sono in discussione la serietà professionale e lo spessore umano (molte le iniziative benefiche portate avanti in favore dei meno fortunati) di CR7. La punta è una macchina da guerra grazie alla sua costanza negli allenamenti e nel seguire ad esempio una dieta ferrea pure nei momenti di relax, quando sarebbe consentito ‘sgarrare’ almeno in parte. Proprio alla luce di ciò l’episodio mostrato in mondovisione fa ancora più rumore e stona con il contesto generale. Peccato.


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Giorgio Meroni
Giorgio Meroni 602 Articoli
Giorgio Meroni, nato a Milano nel 1984. Dopo la laurea triennale e magistrale in lettere moderne, frequenta un master in giornalismo, sua grande passione fin dall'adolescenza. Diventa giornalista professionista nel 2014. Segue con interesse la politica, lo sport e il mondo della tv. Grande tifoso del Milan.