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Stupro di Firenze, parla l’americana: ‘Devastata da quella notte’

Per la prima volta parla una delle due studentesse americane che ha denunciato due carabinieri per il presunto stupro avvenuto a Firenze.

Firenze

Per la prima volta parla una delle due studentesse americane che ha denunciato due carabinieri per il presunto stupro avvenuto a Firenze. In una lettera scritta in inglese e che arriva direttamente dagli Stati uniti, la ragazza ha spiegato che si è trattato di un periodo devastante per lei. Ma non solo. Lo è stato anche per la sua famiglia. Ma comunque la studentessa si è dichiarata fiduciosa nei confronti della giustizia italiana e ha aggiunto che grazie all’aiuto dei medici sta affrontando un doloroso recupero sia fisico che psicologico.

Stupro di Firenze, parla una studentessa

Una delle due studentesse che ha denunciato due carabinieri per il presunto stupro avvenuto a Firenze nei primi di settembre ha parlato per la prima volta. Ci ha impiegato un mese per raccontare pubblicamente qualcosa in merito a quella notte tra il 6 e il 7 settembre.

La ragazza, in una mail proveniente direttamente dagli Stati Uniti e scritta in Italia, ha dichiarato che si è trattato di un periodo complicato per lei e per la sua famiglia.

Ma ha anche aggiunto che sta affrontando un doloroso recupero sia fisico che psicologico grazie anche all’aiuto dei medici.

Ovviamente non entra nei dettagli di ciò che è successo in quella notte, ma comunque racconta di essere voluta tornare subito negli Stati Uniti dalla sua famiglia. Non un periodo facile per lei. Non vuole uscire, non vuole andare in università, almeno non per ora.

Fiducia nella giustizia italiana

Nella stessa mail, che è arrivata in Italia tramite i suoi avvocati, Francesca D’Alessandro, Floriana De Donno di Napoli e poi Sandro Paterno e Pasquale Maio di New York, la ragazza dichiara la sua fiducia nei confronti della giustizia italiana.

Nella lettera infatti si può leggere: “Mentre mi rendo conto che ci sono molte domande in sospeso, ritengo prudente lasciare che il sistema giudiziario italiano conduca le proprie indagini e abbia il tempo di esaminare le prove.

Sono fiduciosa nella giustizia“.

Le ultime righe della sua mail, la studentessa le dedica in particolar modo a Firenze e al corteo di solidarietà nei loro confronti organizzato da alcune donne: “Vorrei esprimere tutta la mia gratitudine ai fiorentini che hanno dimostrato un incredibile sostegno e si sono espressi contro la violenza sulle donne. Questo ha significato moltissimo per me, dal momento che l’Italia ha un posto speciale nel mio cuore”.

La denuncia

La studentessa che è tornata a parlare del presunto stupro di Firenze è la più grande fra le due. La ragazza, ventuno anni, era a Firenze da poco più di una settimana, quando la mattina dello scorso 7 settembre ha chiamato la polizia per denunciare che lei e una sua amica, un’altra studentessa americana di diciannove anni, la notte precedente avevano subito una violenza sessuale da parte di due carabinieri.

I militari, secondo la denuncia delle due studentesse, le avrebbero violentate dopo averle riaccompagnate a casa dopo la discoteca.

In particolare, la ragazza più grande ha raccontato di essere stata stuprata sul pianerottolo di casa sua dal carabiniere Marco Camuffo, 46 anni, il capo pattuglia. Camuffo è quello tra i due che ha le accuse più gravi per aver approfittato delle condizioni psicofisiche della ragazza e per averla costretta con violenza ad avere un rapporto sessuale, nonostante lei non fosse consenziente.

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